Bologna, 7 maggio 2021 -  Nessuna regione è in area rossa. Sono in zona arancione Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta. Tutte le altre regioni - comprese Emilia Romagna, Marche e Veneto, che quindi non cambiano - sono in area gialla. Sono questi i nuovi colori delle regioni in vigore da lunedì 10 maggio.
Vediamo quali sono i valori principali per la classificazione del rischio legato alla pandemia da Covid-19

Aggiornamento: Rt vicino a 1: Emilia Romagna, Marche e Veneto rischiano la zona arancione - Covid 9 maggio 2021 Emilia Romagna, il bollettino coronavirus di oggi: dati e contagi

L'indice nazionale  Rt si attesta a 0,89 rispetto allo 0,85 della settimana scorsa e allo 0,82 di due settimane fa: il dato emerge dall'ultimo monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute aggiornato al 6 maggio.

È uno degli indici di contagiosità: descrive quante persone vengono infettate da un solo positivo, in media e in un certo arco di tempo. Se l’indice Rt è superiore a 1, significa che in media ogni persona infetta sta contagiando più di una personae dunque il numero di casi sta aumentando. Perché la pandemia rallenti, l’Rt deve essere sotto a 1.

L'analisi dell'ultimo monitoraggio con i valori di Emilia Romagna, Marche e Veneto

Anche in Emilia-Romagna, Marche e Veneto l'indice Rt è in crescita a resta sotto la soglia di rischio 1. Secondo i dati dell'ultimo monitoraggio, il valore per l'Emilia Romagna è di 0.92 (0,81 la scorsa settimana) nelle Marche è di 0,94 (0,81 la scorsa settimana)mentre in Veneto è 0.95 (0,86 la scorsa settimana).

Ecco i valori delle altre regioni e province autonome:  Abruzzo 80, Basilicata, 0.82, Calabria 0.74, Campania 0.95, Friuli Venezia Giulia 0.78, Lazio 0.91, Liguria 0.96, Lombardia 0.92, Marche 0.94 , Molise 1.25, Piemonte  0.84,  Bolzano 1.07, Trento 0.97, Puglia 0.91, Sardegna 0.74, Sicilia 0.89, Toscana 0.88, Umbria 0.93, Valle d'Aosta 0.93. 

L'incidenza settimanale dei casi di Coronavirus è in calo e in Italia si attesta a 127 casi per 100mila abitanti rispetto ai 148 della scorsa settimana. In Emilia Romagna questo valore è 126, nelle Marche è 103 mentre quella del Veneto è 97. 

"C'è una tendenza al miglioramento della situazione epidemiologica in questo momento. Naturalmente la situazione esige sempre la massima cautela però, a parte l' Rt che è più o meno stabile - aumenta veramente di poco e resta al di sotto di 1 in maniera significativa - i dati di incidenza mostrano una tendenza a una graduale diminuzione", ha commentato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia Iss-ministero Salute.  

"Per la prima volta - ha aggiunto - abbiamo sia l'occupazione dei posti di area medica, sia l'occupazione dei posti di terapia intensiva, al di sotto della soglia critica. C'è una certa decongestione dei letti ospedalieri. Parte di questi effetti sono dovuti alle misure prese nelle settimane che hanno preceduto le parziali e graduali riaperture. Parte, invece, ad un iniziale effetto della campagna vaccinale. Soprattutto negli ultraottantenni sembrerebbe esserci un effetto che potrebbe essere anche duraturo, speriamo. Ci sono elementi di conforto".

"Cominciamo a vedere ora gli effetti di un calo anche rispetto alla mortalità, ma la curva è ancora in fase iniziale - aggiunge il presidente dell'Iss Silvio  Brusaferro - L'età media dei casi scende a 41 anni. I casi però segnano un aumento tra i più giovani, tra 0 e 9 anni. I casi tra gli over-80 decrescono più rapidamente delle altre fasce e questo è un effetto delle vaccinazioni". 

Secondo il report, sei regioni hanno una classificazione di rischio moderato, di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane. Le altre sono Marche, Molise, Lombardia, Puglia e Toscana.

Le altre regioni italiane, comprese Emilia-Romagna e Veneto, hanno una classificazione complessiva di rischio basso. 

Dal presidente del Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, è arrivata oggi una richiesta di revisione dei parametri: "La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice rt che oggi andiamo a valutare", in quanto poco affidabile. In alternativa "un indice da tenere in considerazione- ha spiegato durante un collegamento con Skytg24 - è l'indice rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare un segnale importante, e che non dà una visione distorta".

'In sei settimane in Italia i contagi da Covid si sono dimezzati, ed è sensibilmente scesa l'età dei contagiati. Questo significa che la vaccinazione delle categorie più fragili sta funzionando, come dimostra il calo dei ricoveri nei reparti ospedalieri e nelle terapie intensive. Ma significa anche l'indice di trasmissibilità Rt in aumento non può essere più considerato il parametro di riferimento per decidere il colore delle regioni. Il dato vero è la pressione sugli ospedali, che fortunatamente è ovunque in calo'' dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia, la bolognese Anna Maria  Bernini.