Sara Pedri (a destra) con la sorella Emanuela
Sara Pedri (a destra) con la sorella Emanuela

Forlì, 17 settembre 2021 - Nuovi tasselli emergono per ricostruire il misterioso caso della scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa di Forlì sparita lo scorso 4 marzo da Cles, in Trentino, il giorno dopo essersi dimessa dal suo incarico all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove lavorava. Il profilo del primario del suo reparto, Saverio Tateo, emerge nella relazione degli ispettori inviati dal ministero. Dalle pazienti viene descritto "un uomo meraviglioso", a capo di un reparto "di eccellenza"; invece, secondo numerosi operatori sanitari, "capace di vessare i colleghi mortificandoli davanti a tutti". 

La sorella: "Sara vittima di mobbing, l'hanno uccisa le parole sbagliate"

Gli ispettori del ministero - dopo aver visionato tutta la documentazione del reparto, dai registri delle presenze alle cartelle cliniche - parlano di "elevata qualità delle cure". 

Ben diverso è il giudizio espresso dal personale nelle audizioni in cui si sottolinea "un atteggiamento vessatorio" da parte del primario nei confronti di altri medici. Gli ispettori accennano ad episodi di mobbing e di ostruzionismo sul lavoro, con insulti ai colleghi davanti ai pazienti e la loro esclusione dalla sala operatoria con "scopi mortificatori". 

Alcuni stralci della relazione sono anticipati oggi sul Corriere della Sera.

Nel frattempo il dottor Saverio Tateo, dopo la sospensione decisa nel luglio scorso dalla direzione dell'Azienda sanitaria, da due giorni è tornato in servizio a Trento in un ufficio delle Cure palliative. 

Per l'avvocato difensore di Tateo, Vincenzo Ferrante, il trasferimento dell'ex primario è un atto illegittimo. Resta intanto in piedi la richiesta di licenziamento presentata dalla commissione disciplinare dell'Azienda sanitaria, sulla cui legittimità è attesa la decisione del Comitato dei garanti. In caso di parere favorevole, l'avvocato di Tateo presenterebbe subito un ricorso al giudice del lavoro con richiesta di reintegro e risarcimento dei danni.