Scuola, il ritorno in classe si complica
Scuola, il ritorno in classe si complica

Ancona, 29 dicembre 2020 - Congelato il documento del prefetto, la scuola per le superiori riprenderà lunedì 7 gennaio, in presenza al 50 per cento (in tutte le Marche) e con un unico turno di ingresso e uscita. È quando è stato condiviso ieri pomeriggio, nel tavolo urgente convocato dal direttore dell’ufficio scolastico regionale Marco Ugo Filisetti con tutte le parti sociali, dai sindacati alle consulte studentesche passando per il garante dei diritti, per i rappresentanti dei genitori, per l’associazione dei presidi e alla presenza anche dell’assessore regionale alla scuola Giorgia Latini che ha condiviso in pieno le problematiche.
 

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Una riunione che si era resa necessaria per chiarire la questione del doppio turno, imposta dai prefetti, anche quello di Ancona, alla luce dell’ordinanza del ministro della salute Speranza che ha previsto invece un rientro sui banchi solo per la metà degli studenti e il resto ancora in didattica a distanza (non più il 75 per cento che rendeva difficile quindi il rispetto della capienza minima a bordo degli autobus). "I dirigenti scolastici – dice Filisetti – adesso dovranno andare a ridefinire nella piattaforma il calendario perché lo avevano impostato con un ritorno al 75 per cento. Da parte nostra consegneremo, entro il 31 dicembre, i flussi degli studenti previsti dal 7 affinché le aziende di trasporto si organizzino con le corse. Non dovrebbero esserci problemi per le capacità di trasporto dei bus".

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Questo fino al 15 gennaio. Cosa accadrà dopo lo stabilirà il nuovo Dpcm ma nella riunione di ieri è stato ribadito da tutte le parti che il doppio turno è bocciato anche per la fase successiva. L’ufficio scolastico regionale si farà di nuovo portavoce con le prefetture, Ancona compresa, della difficoltà degli istituti superiori per la doppia turnazione. "La scuola non si piegherà ai trasporti – spiega Paola Martano, segretario regionale dello Snals – si sta facendo tutto fuorché far arrivare i ragazzi in classe. I doppi turni sono impensabili perché le scuole non hanno le mense per far mangiare gli studenti, chi frequenta un istituto tecnico ha rientri pomeridiani, quando studia? E i disabili? Dovrebbero attendere due ore l’arrivo dei compagni in classe se entrano nel secondo turno? Poi ci sono docenti che coprono più scuole, come faranno ad organizzarsi? La scuola si è sempre adeguata alle esigenze altrui, adesso basta, stanno pagando solo i nostri ragazzi".

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Filisetti ha coordinato il tavolo e raccolto le perplessità e le considerazioni di tutte le parti presenti. Scettici, oltre ai sindacati, anche i rappresentanti degli studenti che chiedono di tornare a scuola fisicamente. Quanto detto verrà comunicato alle prefetture in modo da non ritrovarsi, dopo il 15 gennaio (termine dell’ordinanza di Speranza), punto e a capo con il problema trasporti. "L’ordinanza del ministro ha risolto la questione solo per una settimana – osserva Antonio Spaziano, segretario regionale Uil Scuola – ma dopo? Perché non si può investire sui trasporti privati? Avevano dato la loro disponibilità. Dopo tutto il lavoro fatto questa estate non è possibile che ci ritroviamo ancora così. Se si interveniva da subito sui trasporti il problema non c’era. E’ semplice, servono più mezzi di trasporto".