Bologna, 18 gennaio 2021 - Rientro a scuola oggi per il 50% dei 196mila studenti delle scuole superiori in Emilia Romagna: da Bologna (VIDEO) a Rimini fino a  Cesena,  l'entusiasmo non manca ai i ragazzi anche se il nodo trasporti rimane quello più ostico. A Bologna, su alcuni bus questa mattina è stato già pienone mentre a Rimini c'è chi ha preferito accompagnare in auto i propri figli per evitare contatti ravvicinati sui mezzi pubblici. E Cesena i ragazzi di quinta: "Certamente così sarà più semplice prepararci per l'esame di maturità". Il provveditore regionale Stefano Versari: "Dalla prossima settimana in presenza fino al 75%".

Il provveditore regionale Versari: "Nessun problema"

Ma quanti 'primi giorni di scuola' abbiamo avuto quest'anno? Si insegue settimana dopo settimana una normalità fortemente condizionata dal Covid, una normalità che da oggi sembra un po' più vicina, grazie al rientro in classe delle scuole superiori in Emilia Romagna. "Io sono convinto che sia meglio tornare a scuola quando è possibile anche solo per due o tre settimane, qualora vi fosse una recrudescenza del virus, piuttosto che non tornare in un eccesso di prudenza che impedisce di fare scuola in presenza anche quando si potrebbe".

Il 'tira e molla'

Il tira e molla, quello sulla didattica in presenza, dura ormai da mesi, e  dopo un periodo di Natale all'insegna delle chiusure  oggi  le lezioni - quelle 'dal vivo' - ripartiranno per il 50% della popolazione studentesca, fino a un massimo del 75%. "Un'esigenza" quella di tornare a scuola,  per Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione Nazionale presidi, "deve essere però valutato bene l'aspetto della sicurezza - prosegue -. Per questo motivo negli ultimi giorni, c'e' stata molta attenzione sul servizio dei trasporti".

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I contagi e l'ordinanza regionale

Ovviamente sull'altro piatto della bilancia ci sono sempre i contagi, la vera 'spada di Damocle' che pende sul futuro dell'istruzione. Durante le festività sono stati tantissimi i cambiamenti di fronte, a partire dalle dichiarazioni del governatore Stefano Bonaccini, che si era detto "pronto a far ripartire la didattica in presenza per il 75% della popolazione studentesca".  Quota che era poi scesa al 50% dopo una serie di trattative 'fiume' con il governo e i colleghi delle altre regioni.

E fin qui tutto regolare, o quasi, con l'obiettivo di tornare in classe subito dopo la Befana, ovvero il 7 gennaio. Ma ecco che l'evoluzione della pandemia si è messa ancora una volta di traverso: un primo rinvio per le lezioni in presenza. Mentre tutti prendevano tempo, Bonaccini ha optato per il taglio netto: tutto rinviato fino al 25 gennaio. 

Apriti cielo. Dalle proteste dei ragazzi, con la voglia di ricominciare per davvero, a quelle dei loro genitori che hanno deciso di rivolgersi ai giudici del Tar. E questi ultimi hanno dato loro ragione perché l'ordinanza regionale, per loro,  "va immotivatamente a comprimere in maniera eccessiva il diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola, quale luogo di istruzione e apprendimento culturale nonché di socializzazione, formazione e sviluppo della personalità". E' fatta. 

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La doccia gelata del Cts

Altra piccola doccia gelata per studenti, genitori, insegnanti e presidi, quando ieri mattina il governo ha convocato una riunione del Comitato tecnico scientifico per avere un parere sulla riapertura delle scuole, che però non ha cambiato le carte in tavola. E il concetto è stato ribadito - proprio ieri - anche dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina: Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ribadito - non è la prima volta che lo dice - che l'assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale. Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe e' un atto di responsabilita' nei confronti dei nostri giovani"

Alla luce di questo, il governatore Bonaccini non ha mancato di esprimere la sua perplessità in un lungo post su Facebook. perlando di una "situazione di incertezza" che aleggia sulla  scuola . "Ho rispetto della scienza e ho rispetto delle sentenze - scrive -: quindi, come ho detto, da domani anche i ragazzi delle scuole secondarie superiori dell'Emilia-Romagna torneranno in presenza almeno al 50%. Non ho alcuna intenzione di accrescere il caos. Il fatto poi che avremo Regioni in zona gialla con la didattica a distanza anche per le scuole elementari e Regioni in zona arancione con la didattica in presenza anche per le scuole superiori è una contraddizione che non spetta a me risolvere. Ci penserà il Governo, quando riterrà". 

Bologna: ingressi scaglionati e fermate presidiate. Ma su alcuni bus è già il pienone 

Al Minghetti nei padiglioni della Fiera ingressi scaglionati  e  "colori" per evidenziare le classi che si alternano di giorno in giorno per le lezioni in presenza (il resto a casa in dad). "Siamo pronti e organizzati - spiega la dirigente scolastica -. Abbiamo ricevuto proteste da alcune genitori che non volevano il rientro in aula, ma è giusta rispettare le disposizioni". E se le fermate dei bus sono quasi ovunque presidiate per evitare assembramenti su alcuni mezzi pubblici si è già resistrato il pienone. Gli studenti divisi: "Tra i banchi si seguono meglio le lezioni, ma la dad non va accantonata (VIDEO).

Tper dal canto suo parla di "uno spiegamento di forze straordinario, sia sul piano del servizio che su quello del monitoraggio, quello messo in campo oggi a supporto dei servizi potenziati per la riapertura delle scuole superiori in presenza".

Bologna, un autobus pieno il 18 gennaio 2021: le superiori tornano in classe

Rimini: steward, transenne e voglia di ripartire / VIDEO

La riorganizzazione dei trasporti effettuata dal Comune per il rientro a scuola ha previsto 192 bus dedoicati agli studenti. Ma molti genitori hanno preferito comunque accompagnare in auto i propri figli. Alcune scuole, come l'Einaudi, hanno deciso di 'dimezzare' i ragazzi in ogni classe: metà in aula, metà collegati da casa. Al polo scolastico della Colonnella di Rimini, il più importante con le sue quattro scuole (il liceo Einstein, gli istituti Valturio, Leonardo da Vinci-Belluzzi e Alberti) stamattina non sono mancati ingorghi per il rientro a scuola. Alla Colonnella sono state messe transenne per fluidificare l'ingresso a scuola dei ragazzi ed evitare assembramenti, e le fermate erano sorvegliate da due dipendenti di Start.