Scuole superiori Emilia Romagna, la classifica di Eduscopio 2018 (Foto Ravaglia)
Scuole superiori Emilia Romagna, la classifica di Eduscopio 2018 (Foto Ravaglia)

Bologna, 8 novembre 2018 - Liceo o tecnico? Classico o scientifico? Scienze umane o meccatronica? Tante le domande che si pongono i ragazzini di terza media alle prese con il tradizionale 'che scuola scelgo'? Oppure: quali sono le migliori scuole superiori dell'Emilia Romagna? Prima bisogna segliere l'indirizzo di studio, certo. Ma le famiglie cercano istituti al top. Quali? Un aiuto, oltre agli open day, arriva da Eduscopio, l’indagine della Fondazione Agnelli che racconta i licei e i tecnici al top per la preparazione data sia a chi vuole proseguire gli studi sia per chi debutta nel mondo del lavoro.

Una sorta di borsino che riserva sempre molte sorprese. Basti pensare che a Bologna il miglior scientifico è quello internazionale del Galvani, per tradizione liceo classico, mentre tra i tecnici ad indirizzo tecnologico l’Iis Belluzzi Fioravanti viene dopo l’Iis Pier Crescenzi Pacinotti che sforna geometri e l’Iis Aldini Valeriani non sono neppure considerate.

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Un'indagine che non manca mai di generare di perplessità. Anche perché gli open day puntano dritti alle iscrizioni che si aprono alle 8 del 7 gennaio per chiudersi alle 20 del 31 gennaio 2019 e che si possono effettuate solo on line sul portale www.iscrizioni.istruzione.it.

“Eduscopio è diventato in questi anni un riferimento per le famiglie e per le stesse scuole – commenta Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli –. E’ utile perché consente di comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa allo studente sulla base di come queste preparano per l’università o il mondo del lavoro. Ha successo perché le informazioni sono frutto di analisi accurate oggettive e affidabili. Inoltre, è di facile consultazione e aiuta chi non si accontenta del “passa parola” e, in modo particolare, quelle famiglie che non possono contare su reti sociali e culturali forti”.

Per Eduscopio 2018, i ricercatori della Fondazione Agnelli - Gianfranco De Simone e Martino Bernardi - hanno analizzato i dati di circa 1.260.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (dal 2012/13 al 2014/15) in circa 7.000 indirizzi di studio nelle superiori statali e paritarie.

Perno di Eduscopio, l’indice Fga che pesa al 50% la velocità nel percorso di studi (percentuale di crediti universitari ottenuti) e la qualità negli apprendimenti universitari (media dei voti agli esami). Novità 2018, la Percentuale di diplomati in regola che indica quanti studenti del primo anno sono arrivati, senza bocciature e cinque anni dopo, alla maturità. Se la percentuale è alta, la scuola è molto inclusiva e portare avanti il maggiore numero di studenti, senza praticare una severa politica di scrematura. Se è basso, la scuola è molto selettiva e gli studenti sono incappati in bocciature oppure hanno abbandonato. “A livello intuitivo – osserva Gavosto - si può credere che le scuole molto selettive siano avvantaggiate perché mandano all’università solo gli studenti migliori. In realtà, le nostre analisi rivelano che non vi è alcuna relazione sistematica tra selettività e performance. Anzi vi è una piccola correlazione positiva che lascerebbe credere che, in media, siano proprio gli studenti che provengono dalle scuole più inclusive a ottenere i risultati migliori”.