Il Governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (Dire)
Il Governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (Dire)

Bologna, 25 maggio 2020 - Spostamenti tra regioni, torna a parnarne il Governatore dell'Emilia Romagna e numero uno della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, intervenuto alla trasmissione  'Agorà' su Rai3. "Per prendere una decisione si dovrà fare i conti con l'andamento della curva dei contagi con gli indici che vengono ogni giorno prodotti, studiati e riferiti da Roma, noi mandiamo tutti i giorni tanti dati. Io mi auguro che il 3 giugno si possa riaprire tutti quanti, vorrebbe dire che la situazione è sotto controllo e non ci sono situazioni complicate o meno complicate. Io non sono un veggente e quindi non so cosa accadrà da 3 giugno in poi".

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Bonaccini lancia poi un appello per rafforzare la sanità pubblica. "Non si può far diventare il virus né di destra né di sinistra, è di sinistra difendere la sanità pubblica, evitiamo adesso teatrini di responsabilità, questo Paese ha bisogno di rafforzare la sanità pubblica. La sanità delle Regioni non si può gestire tutta da Roma".

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"Qui abbiamo fatto un lavoro straordinario per contenere l'emergenza - ha aggiunto Bonaccini -, abbiamo fatto Piacenza e Rimini zone arancioni, abbiamo salvato Bologna e la sua provincia, siamo stati i primi a chiudere bar e ristoranti e poi siamo andati all'attacco: abbiamo preso in cura i malati a casa, nel dramma abbiamo cercato di fare tutto il possibile".

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Sul bando della Protezione Civile per la ricerca di 60mila assistenti civici che dovranno controllare il rispetto delle norme sul distanziamento sociale e l'uso delle mascherine, afferma sempre in tv: "Per come l'ho colta io è stata richiesta dai sindaci, credo che sia un tentativo di mettere più gente a monitorare la situazione è che vedendo alcune piazze si rischia vanificare i sacrifici, quindi la vedo come una cosa positiva". 

Sull'argomento è tornato in serata parlando al Tg3: il provvedimento sugli assistenti civici "non lo hanno chiesto le Regioni, ma i Comuni per bocca del presidente dell'Anci Decaro, che mi spiegava che la richiesta non è per intervenire o sostituirsi alle forze dell'ordine". Ma "è uno strumento per permettere ai Comuni, visto che dalle protezioni civili regionali arrivavano meno persone, perché molti volontari sono tornati al lavoro" di avere "assistenti per portare la spesa, cibo, medicine, con funzioni credo sociali".  "Mi auguro - ha aggiunto - si plachino le polemiche e si trovi un ragionevole accordo".

Sulle riaperture, invece, Bonaccini precisa: "Stiamo lavorando sulle linee guida per quando si potrà aprire, ci stiamo attrezzando di riaprire tutto ma parlare, in questo momento, di discoteche mi pare poco responsabile, posto che lì c'è un settore su cui bisogna fare qualcosa, sia come regione che come Stato, perché si tratta di un settore che rischia di chiudere. Si tratta dei locali più complicati da gestire".

Sul tema della movida, ha detto invece al Tg3: "Anche io faccio un appello, che per colpa di qualche irresponsabile non ci tocchi chiudere ciò che abbiamo riaperto. Se si è potuto riaprire quasi tutte le attività, è dovuto allo straordinario lavoro dei professionisti della sanita' e anche grazie alle restrizioni e ai sacrifici che abbiamo chiesto agli italiani". 

"Io futuro premier? - dice -. Mi chiedo ogni mattina se sono capace di fare il presidente della mia Regione. Io sono così, non mi abbatto quando va male, mi davano quasi per sconfitto alle elezioni ed io continuavo ad avere fiducia. Non mi esalto quando mi dicono che le cose vanno bene. Tra l'altro in queste settimane c'era poco da esaltarsi, non ci potevamo nemmeno permetterci di piangere per il dramma che abbiamo subito".

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In serata, intervenuto di nuovo in tv , Bonaccini è tornato sulla lotta al virus: "Quando ho detto che io e Zaia siamo dalla stessa parte, è perché il virus non è né di destra né di sinistra, ha bisogno di risposte". "Se io penso - ha detto il presidente della Regione Emilia- Romagna e delle Regioni - che noi eravamo la seconda regione più colpita e ora è quella con il più alto numero di guariti in rapporto ai casi attivi mi sembra di dire che ci siamo concentrati a dare risposte ai problemi e non a dividerci per parti".