Bologna, 24 novembre 2020 - Sono 21 i parametri che si frappongono tra il desiderio di Emilia Romagna e Marche di tornare in zona gialla e il nuovo decreto ministeriale. Uno di questi - il più critico per la regione di Bonaccini - è il tasso dioccupazione dei posti letto nelle terapie intensive per malati di coronavirus. Poi, certo, c'è anche il famigerato indice Rt che in Emilia Romagna era, all'ultima rilevazione all'1,14 (in calo da tre settimane rispettivamente: 1,63, 1,57, 1,4) e nelle Marche 1,17. La media italiana era all'1,18.

Covid in Emilia Romagna: anziani e giovani. I veri numeri - Il bollettino Covid del 24 novembre

A condannare nella zona arancione l'Emilia-Romagna, il 15 novembre scorso, è stato l'affollamento dei malati di coronavirus nelle strutture ospedaliere. Ma questa situazione sta migliorando? Ecco i dati aggiornati.

Terapie intensive in Emilia-Romagna: i dati

L'andamento dei ricoveri in terapia intensiva in Emilia Romagna

Secondo i dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali del Governo, il trend di occupazione delle terapie intensive dell'Emilia Romagna è salito proporzionalmente da inizio novembre, fino a raggiungere il picco il 12 novembre. Per picco si intende il 41% di occupazione, quando il valore di limite, oltre il quale si viene considerati come zona a rischio elevato, ovvero arancione, è il 40%. I dati del 22 novembre, sono molti diversi: il 35% dei letti in terapia intensiva è occupato dai malati covid. Parliamo, cioè di 249 ricoveri.

Covid: Emilia Romagna verso la zona gialla. Bonaccini: "Ma evitiamo la terza ondata"

Quella dell'Emilia-Romagna è stata una corsa sempre in salita: il 3 novembre (data di uscita del Dpcm del governo che creava le zone gialle, arancioni e rosse), appena il 25% di posti era occupato da malati covid. Ma il 5 novembre si era già saliti a 31%. Poi con un incremento di 3-4 punti percentuali al giorno, si è arrivati al 40% del'11 novembre. Un dato che ha portato la regione oltre la media nazionale del 38%.

Ecco spiegato il motivo del passaggio dell'Emilia Romagna a zona arancione: l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, è stata firmata proprio il 13 novembre. L'inversione di tendenza è arrivata troppo tardi: appena il giorno successivo il tasso occupazione dei posti letto in regione è sceso di 7 punti, raggiungendo il 34%, e rimanendo stabile (attorno al 35%) fino ad oggi.

La promozione e il ritorno a zona gialla per l'Emilia Romagna, se si mantengono stabili questi dati, è plausibile. Soprattutto vista la media nazionale, che oscilla tra il 41 e il 43%. Ma bisogna vedere se i numeri rimarranno tali fino al 3 dicembre, data in cui termina l'effettività dell'ordinanza ministeriale, emanata il 13 novembre.

Ma un altro dato importante sono i ricoveri di malati covid nei reparti non critici: un dato, invece, molto alto, al limite con l'allerta massima. Infatti, il 48% dei posti letto nei normali reparti sono attualmente occupati da malati affetti da coronavirus.

Terapie intensive nelle Marche: i numeri

L'andamento dei ricoveri in terapia intensiva nelle Marche

Per le Marche, la situazione dell'occupazione delle terapie intensive, è un po' diversa. La percentuale di occupazione, infatti, rimane stabile attorno al 45%, quindi nettamente sopra la media nazionale del 42% circa. Anche in questo caso la corsa è partita a inizio novembre: martedì 3 la regione Marche aveva il 37% di posti letto nei reparti critici occupati da malati covid, ha raggiunto il 41% l'8 novembre, per poi non scendere più sotto il 45%. Il 22 novembre era al 46%, con 98 ricoverati.

Rispetto all'Emilia-Romagna, dunque, ha più pazienti in terapia intensiva ma meno (sempre in rispetto ai posti letto disponibili) ricoverati nei reparti non critici che, ora, sono infatti il 46%. Ma, nell'ultima relazione del Ministero della Salute venivano indicate come regione a rischio 'moderato' e “non è evidenziata una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese se si mantengono gli attuali livelli di trasmissibilità (anche considerando i posti letto attivabili in tale periodo)”. Vedi, per esempio, il Covid hospital di Civitanova.