Si allarga lo screening dell'Emilia Romagna
Si allarga lo screening dell'Emilia Romagna

Bologna, 28 maggio 2020 - Non preoccupiamoci se nei prossimi giorni il numero dei contagi aumenterà, perché la Regione Emilia-Romagna ha intenzione di aumentare il numero dei test fino ad arrivare - entro fino giugno - ad avere testato il 10% della popolazione emiliano romagnola. E' il messagio che ha lanciato l'assessore alla Sanità Raffaele Donini in una diretta Facebook non annunciata,

Leggi anche Il quadro nazionale Contagi: trend positivo nelle Marche - Spostamenti tra regioni, le perplessità del Cts

"Abbamo fatto i tamponi anche dove avevamo anche solo un dubbio che ci fosse un focolaio", dice l'assessore Raffale Donini spiegando il piccolo boom di casi che si sono verificati oggi, 74 in regione e 22 in una comunità di senzatetto di Bologna. A oggi - spiega Donini -. il tasso epidemiologico è oggi dello 0,76%. "Il virus c'è ancora, anche se ci sono molti meno casi. E non perde certo forza: anche oggi abbiamo 11 vittime. Non lo dobiamo quindi sottovalutare, ci stiamo attrezzando per essere sempre più efficaci per scovarlo".

Donini ha anche ricordato che esistono strutture residenziali dove le persone positive possono trascorrere la quarantena senza rischiare di contagiare la propria famiglia. E anche che fino ad ora la Regione ha già effettuato 120mila test. "I piccoli focolai vanno subito circoscritti. Entro fino giugno vogliamo arrivare ad avere testato il 10% della popolazione emiliano romagnola".

"Domani dirò alle Ausl di aggiungere tra le categorie professionali a rischio da sottoporre a test sierologici, come abbiamo fatto già per gli operatori sanitari e le forze dell'ordine, anche i farmacisti, tutti coloro che lavorano nel trasporto pubblico locale su gomma e ferro, penso ad autisti e controllori, come tassisti e il noleggio con conducente. Insomma, tutti quelli del trasporto pubblico non di linea", ha spiegato Donini. I test sierologici, riguarderanno anche "i donatori di sangue - ha spiegato ancora l'assessore -, e poi tutti coloro che sono occupati nei centri socio assistenziali e nei centri estivi. Parlo anche di una richiesta che c'è venuta da parecchie parrocchie, di poter inserire i preti che hanno questo tipo di organizzazioni".