Vaccino anti influenza (foto Ansa)
Vaccino anti influenza (foto Ansa)

Bologna, 5 novembre 2020 - Non si ferma la corsa alla vaccinazione antinfluenzale degli emiliano-romagnoli. La prima tranche di dosi (il 75% di quelli fatti l’anno scorso), inviata ai medici di base, è già esaurita. In epoca Covid, sono oltre 500mila le persone che si sono già vaccinate, in circa tre settimane, quasi i due terzi del totale dell’anno scorso, quando furono quasi 850.000. Poi, spiegano dalla Regione, il fornitore che ha vinto la gara ha avuto difficoltà di consegna ma, dalla prossima settimana, i medici di base potranno riprendere a vaccinare e si riuscirà a utilizzare fino a 1.400.000 di dosi gratuite, sufficienti per i cittadini più a rischio. Se il traguardo sarà raggiunto, si riuscirà a vaccinare un terzo della popolazione.

Il bollettino Covid del 5 novembre

Più complicato il discorso per le categorie non a rischio. Le farmacie aspettano ancora che vengano consegnate le quote di vaccini cedute dalla Regione, circa 36.000, il 3% della dotazione rispetto all’1,5% deciso su base nazionale. E sale anche la preoccupazione dei cittadini che tempestano di telefonate le farmacie della Regione a caccia di certezze. Certezze che, per ora non ci sono. La Regione assicura che gli approvvigionamenti arriveranno e che, dal 16 novembre, i vaccini saranno acquistabili dai cittadini fino a dopo Natale. I farmacisti, però, non possono dare risposte precise e finora hanno faticato a reggere l’urto delle pressanti richieste di chi vuole acquistare il vaccino. "La preoccupazione – ammette Achille Gallina Toschi , presidente Federfarma Emilia-Romagna – è che i vaccini possano non arrivare. Le aziende farmaceutiche tardano a consegnarli e non si sa perché, c’è la paura che qualche mercato estero se ne sia accaparrato la maggior parte".
 

Ma non è l’unica criticità legata all’acquisto dei vaccini in farmacia, dal momento che le 36mila dosi promesse potrebbero anche non essere sufficienti a coprire la platea non a rischio. È vero, infatti, che molti italiani rinunciano ogni anno a vaccinarsi, ma ora che la puntura antinfluenzale serve anche a evitare che i sintomi dei malanni stagionali si sovrappongano a quelli del Covid creando confusione, c’è una forte spinta verso la vaccinazione, raccomandata caldamente, tra l’altro, dalle istituzioni. In più – spiega Gallina Toschi – "tutte le dosi disponibili sul mercato sono state acquistate dalle Regioni", perciò le farmacie non hanno possibilità di comprarne altre. C’è poi un’altra novità. I vaccini non potranno essere acquistati direttamente dai primi che arrivano in farmacia, come negli anni passati, anticipa Gallina Toschi, ma ci vorrà la ricetta del medico che, a questo punto, privilegerà chi ne ha maggiormente bisogno, pur non appartenendo alla fascia a rischio.
 

"Un accordo già arrivato in Giunta e che le associazioni dei farmacisti firmeranno a breve – spiega –, metterà nero su bianco che le farmacie aderiranno alla cosiddetta ’distribuzione per conto’ dei vaccini acquistati dalla Regione, così come hanno fatto durante la prima ondata di Covid per i farmaci ospedalieri. Sarà però necessaria la ricetta". Una procedura che permetterà di evitare la corsa ai vaccini e che si è resa necessario anche perché i vaccini destinati alla farmacia – in un primo tempo acquistati per i medici e quindi etichettati come farmaci ospedalieri e raggruppati in confezioni multiple – non dovranno così ripassare nelle mani della ditta produttrice e dell’Aifa per essere riconfezionati e avere un nuovo bollino. "Una procedura – spiega il presidente di Federfarma Emilia Romagna – che avrebbe richiesto tempi non compatibili con la campagna vaccinale". "Il vaccino – aggiunge – costerà meno di 12 euro e siamo ottimisti sul fatto che le dosi basteranno, anche perché contiamo che ci siano ancora rifornimenti e si arrivi al 5% del totale acquistato (circa 60.000 dosi in tutto), come aveva anticipato la Regione. In più i vaccini non utilizzati dalle Regioni potranno essere ridistribuiti tra quelle che hanno bisogno di altre dosi".