Ancona, 14 marzo 2021 - Dopo che l'Aifa ha sospeso in via precauzionale il vaccino Astrazeneca in Italia, anche la Regione Marche sospende temporaneamente tutte le vaccinazioni in programma sul territorio con il vaccino AstraZeneca. La misura durerà fino ai pronunciamenti ufficiali dell'Ema e delle decisioni dell'Aifa e del Ministero. Le vaccinazioni sospese riguardano i cittadini over80, il personale scolastico docente e non docente e le forze dell'ordine. Sono invece garantiti i richiami per i cittadini over 80 già vaccinati con Pfizer e Moderna nelle scorse settimane, che potranno recarsi nei punti di vaccinazione così come da programma per il completamento del ciclo vaccinale.

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"Si comprendono i disagi che la popolazione sta affrontando in queste ore collegati a scelte prudenziali di natura nazionale che non sono imputabili al nostro sistema sanitario regionale - si legge in un anota stampa della Regione -. Si invitano tutti i cittadini ad attenersi alle comunicazioni ufficiali degli enti competenti. Sarà cura del Servizio sanitario regionale comunicare ai cittadini le nuove date di vaccinazione dopo il pronunciamento dell'Ema". Poi il presidente Acquaroli su Facebook: "Mi scuso con tutti i marchigiani".

Ieri sera bloccato un secondo lotto

Ieri sera la Regione aveva bloccato un secondo lotto, ABV581, del vaccino AstraZeneca. La decisione era arrivata dopo la verifica che un quantitativo di dosi, uguale al lotto fermato in Piemonte dopo la morte di un professore, era presente anche nelle Marche. Una scelta che arrivava in via precauzionale in attesa di conoscere i risultati delle indagini in corso anche da parte della Procura di Torino.

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Una giornata intensa, quella di ieri, che ha visto la Regione attivarsi anche davanti allo scenario sempre più difficile sul fronte sanitario. Ospedali sotto pressione, i vari pronto soccorso che devono fronteggiare una situazione spesso insostenibile, le terapie intensive piene quasi al 50% di malati Covid e poi il piano vaccinale.

Tanti i fronti aperti e per questo la Regione anche ieri ha convocato un summit tra i dirigenti di Asur e aziende ospedaliere insieme all’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e il presidente Francesco Acquaroli. "La situazione – esordisce Saltamartini – è delicata. Tra le note positive, ma è ancora un piccolo segnale, una stabilizzazione dei contagi che però dovrà essere confermata nei prossimi giorni. Per il resto dobbiamo fare i conti con 107 persone ricoverate in terapia intensiva su un totale di 233 posti disponibili. Gli ospedali sono sotto pressione e, per questo, abbiamo deciso di ridurre l’attività di alcuni reparti per trovare altri spazi rimandando gli interventi programmati e garantendo solo quelli urgenti. In particolare l’ospedale regionale di Torrette dovrà avere la possibilità di portare avanti l’alta specializzazione che abbiamo solo ad Ancona".

Poi l’assesore Saltamartini, per rendere evidente la situazione rimarca come ormai "anche quegli ospedali definiti Covid free, in realtà ospitano numerosi pazienti positivi nelle aree grigie e mi riferisco ad esempio a Fabriano o Urbino, quindi la situazione è molto complicata. Per liberare dalla pressione alcune strutture pensiamo di trasformare in Covid altre realtà come Recanati, Fossombrone, Porto Sant’Elpidio anche se esiste il problema del personale. Di fatto abbiamo i muri ma manca il personale".

Poi c’è il tema dei vaccini. "Il nuovo piano messo a punto a Roma prevede per le Marche la vaccinazione di un milione di persone entro giugno e per questo siamo al lavoro per mettere a punto una rete che possa arrivare al risultato". Ma l’assessore non nasconde i problemi: "Vorremmo sapere quando, quali e quante dosi di vaccino arriveranno nei prossimi tre mesi per riuscire a programmare l’attività. Al momento non abbiamo più lo Pfizer, o meglio ci sono le dosi per chi deve fare il richiamo, mentre per l’AstraZeneca siamo in atesa di informazioni dal ministero al quale ci siamo rivolti".

In totale le Marche dovranno sottoporre ai vaccini un milione d 200mila persone che sono quelle oltre i 16 anni. Di queste circa il 10% hanno già ricevuto le dosi. L’idea è quella di utilizzare Moderna e Pfizer per il settore pubblico e l’AstraZeneca per il privato sempre tenendo presente le varie specificità in relazione a patologie, età e altre indicazioni. Intanto oggi partono le vaccinazione effettuate dai medici di famiglia che però avranno a disposizione poche dosi. Infine, la Regione si è attivata per comunicare a chi avrà il cambio di vaccino da Pfizer ad AstraZeneca la novità sopraggiunta dopo le proteste di alcune persone.