Ancona, 27 novembre 2020 - Il mondo intero aspetta il vaccino anti-Covid per potersi considerare fuori dall’incubo, ma nelle Marche il piano generale per la distribuzione e la somministrazione ancora è nebuloso. È vero, l’attualità è legata all’emergenza pandemica in corso, alla necessità di reperire posti letto di terapia intensiva, personale infermieristico e altro ancora, eppure la Regione Marche sembra in forte ritardo proprio alla voce vaccino salva-vita.

Il punto Vaccino Covid: nelle Marche il Piano non c'è. "Nessuno l'ha richiesto"

Nei giorni scorsi il Carlino ha rivelato come l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, abbia candidamente ammesso di non essere a conoscenza di alcun piano per accogliere le dosi una volta terminati i test e validati i prodotti. Questo mentre altre regioni, la maggior parte, si sono invece premurate di farsi trovare pronte: quante dosi ricevere, come suddividerle, individuare le priorità dei pazienti, dove effettuare le somministrazioni e, in caso di necessità, dove conservare i vaccini da tenere a basse temperature.

Insomma una serie di dettagli che una task force dovrebbe fissare con largo anticipo per non farsi trovare impreparata. L’assessore dice di non saperne nulla, i vertici istituzionali contrariati e poi un grande confusione a livello dirigenziale. La task force di cui parlavamo poco fa dovrebbe essere guidata dalla dirigente del Servizio Salute della Regione, Lucia Di Furia, ma da Palazzo Raffaello non arriva alcun input per ora.

La maggior parte degli altri attori presumibilmente coinvolti nel piano sono al momento in stand by, ad esempio il direttore Asur Nadia Storti e il capo della protezione civile delle Marche, David Piccinini che spiega come vadano individuate due fasi ben distinte: "La prima fase del piano ministeriale riguarda l’invio di circa 40mila dosi per le Marche, dosi che verranno somministrate a tutti i sanitari e poi ai soggetti più fragili. Non ci si potrà allargare troppo certo, ma già proteggere i dipendenti di ospedali e centri sanitari è un buon passo avanti – commenta Piccinini –. Altra cosa è il piano vaccini di massa di cui non credo siano ancora state comunicate le linee guida da parte del governo, anche se il ministro Speranza ha annunciato un piano vaccinale Covid che comunicherà il prossimo 2 dicembre.  Sulla seconda fase della somministrazione posso dire questo: per metterla in pratica credo sia necessaria una convocazione da parte del capodipartimento nazionale della Protezione civile, cosa non ancora avvenuta. Noi adesso ci stiamo occupandoci della prima fase e possiamo dire di essere a buon punto. Le Marche otterranno tra il 2 e il 3% delle 3,4 milioni di dosi annunciate dal Commissario Arcuri, o meglio 1,7 milioni per due richiami. Le dosi saranno consegnate alla fine di gennaio e le 40mila dosi per la nostra regione è un primo segnale". Il vaccino destinato alle regioni è quello dell’azienda Pfizer e quindi saranno necessarie misure di conservazione particolari: "Giancarlo Conti (dirigente del settore tecnologie biomediche dell’Ars, l’Agenzia regionale sanitaria, ndr.) ha seguito ogni dettaglio della questione garantendo l’intero percorso de lla catena del freddo per i vaccini Pfizer – rivela Piccinini –. Almeno per la prima fase le Marche riceveranno esclusivamente vaccini Pfizer. La logistica, sia per la distribuzione che per la conservazione delle dosi alle temperature richieste, è stata approntata".

Quindi ok per ricevere ma ancora nulla sui numeri di quanti sanitari e soggetti deboli verranno vaccinati e soprattutto dove avverrà la vaccinazione soprattutto per quanto riguarda gli anziani ospitati nella Rsa.

Tra le 40mila dosi di vaccino anti-Covid della Pfizer ci sono anche le dosi che andrebbero all’azienda ‘Ospedali Riuniti’. I vertici dirigenziali di Torrette confermano la notizia dell’inclusione nella lista della prima fase dei vaccini per il personale.