In Emilia Romagna sono stati 5.358 gli ospiti delle strutture residenziali vaccinati
In Emilia Romagna sono stati 5.358 gli ospiti delle strutture residenziali vaccinati

Cesena, 12 gennaio 2021 - La ‘macchina’ della vaccinazione di massa, nelle residenze assistenziali per anziani, è stata bloccata in Romagna dai casi, non rari, di anziani affetti da deterioramento delle facoltà mentali, e impossibilitati perciò a fornire il consenso al trattamento sanitario. È esploso un problema di non poco conto: chi fornisce il consenso per gli ospiti che non sono grado di intendere e di volere, e non hanno un tutore incaricato di sottoscrivere la vaccinazione al loro posto? La presenza di tanti anziani troppo ammalati per autorizzare la somministrazione del vaccino ha rallentato, anche se di pochi giorni, il piano di immunizzazione per una delle categorie più a rischio. Anche in altre regioni, e a livello governativo, ci si è chiesti come risolvere il problema. Se si dovesse procedere alla nomina di un rappresentante legale per ciascuna delle persone non in grado di esprimere un consenso, ci vorrebbero non meno di 60 giorni per ciascuna pratica. Oppure può capitare, com’è successo in una struttura cesenate, che un figlio consenta al vaccino mentre un altro si opponga, creando una situazione di stallo. Per superare tutte queste situazioni, l’Asl ha fatto ricorso alle misure del Dcpm del 6 gennaio portandole nella nostra realtà.

La situazione, conferma Silvia Mambelli, direttrice dell’Infermieristica Tecnica Asl, dovrebbe sbloccarsi già oggi. "Laddove c’è un deterioramento cognitivo che non consente di esprimere la propria volontà con consapevolezza – spiega – l’Asl ha provveduto, sulla base del decreto, a raccogliere il consenso informato degli amministratori di sostegno, e laddove non c’è un amministratore interviene il medico di struttura in accordo con i familiari. Nel caso di Rsa che non abbiamo questa figura al loro interno, l’azione è svolta dal medico di medicina primaria dell’Asl. Nelle strutture dove c’è un medico interno – prosegue la dottoressa Mambelli – abbiamo già effettuato vaccinazioni, da oggi ( ieri, ndr ) procediamo anche con quelle che non ce l’hanno".

Tempi rapidi anche nei casi in cui non si trovino amministratori di sostegno o familiari: "C’è l’obbligo di risolvere l’impasse, per irreperibilità o indisponibilità dei soggetti che devono dare il consenso, in 48 ore dal momento in cui il giudice tutelare riceve gli atti. Ma ci auguriamo che casi di questo genere siano assai rari".