Bologna, 26 novembre 2020 - Arriva in Emilia-Romagna il vaccino contro il Covid. Ciò che a molti sembrava una speranza irrealizzabile, si tradurrà ora in realtà, tanto che la Regione ha già indicato i primi destinatari: 170mila tra operatori sanitari (90mila) e ospiti delle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali (80mila), quindi case di riposo e centri residenziali-semiresidenziali e diurni, per disabili e anziani.

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Il vaccino dovrebbe essere disponibile da metà gennaio in poi. La fornitura che il ministero della Salute ha previsto per il territorio regionale – sulla base della stima del quantitativo necessario indicato da viale Aldo Moro – sarà dunque utilizzata in prima battuta per le categorie più esposte e fragili e le realtà più duramente colpite dall’epidemia, come ha stabilito il dicastero della Sanità. La casa produttrice è la Pfizer, il suo vaccino (elaborato con la BioNTech) secondo i test condotti finora, supera il 90% di efficacia e prevede una doppia dose, la seconda viene somministrata a circa tre settimane di distanza dalla prima. Le dosi che arriveranno in Emila-Romagna sono, dunque, in totale 340mila.

La Regione si è già portata avanti nello stabilire quali saranno i centri di stoccaggio del vaccino, con gli speciali congelatori necessari alla loro conservazione, su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini. Venerdì scorso sono stati individuati i siti, d’intesa tra assessorato alle Politiche per la salute, aziende sanitarie e ospedaliere e le strutture sanitarie che somministreranno le prime dosi, il cui arrivo è previsto nei prossimi mesi.

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«Ci siamo mossi in tempi rapidi - commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –, per dare una risposta al ministero sia sul fabbisogno di dosi stimato in Emilia-Romagna, per la prima fascia di popolazione da vaccinare, sia sull’individuazione dei luoghi idonei alla conservazione e allo stoccaggio del vaccino: quando a livello nazionale inizierà la distribuzione, saremo pronti a procedere con le vaccinazioni". "Per quanto riguarda ulteriori dosi e coperture per una fascia più ampia di cittadini – aggiunge Donini – , sarà naturalmente il ministero a decidere e la nostra Regione si farà trovare pronta".

Ma c’è già una categoria pronta a dare battaglia. Sono i medici di base che – spiega Fabio Mario Vespa, segretario della categoria per l’Emilia-Romagna – "a quanto trapela in ambito nazionale, sarebbero fuori da questa distribuzione perché non sono dipendenti della Asl". "Se così fosse – avverte – ci faremo sentire perché noi vogliamo fare il vaccino: siamo il primo filtro tra i malati di Covid e gli ospedali, abbiamo tutti i giorni contatti con i pazienti, li visitiamo e li monitoriamo, anche perché il tracciamento delle Asl, in questo momento, è in difficoltà". "Credo che da parte del Governo sia doveroso offrire il vaccino ai medici di base e, se non sarà così – annuncia – siamo pronti a reagire".



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