Bologna, 5 febbraio 2021 - Ecco la popolazione che sarà immunizzata, in Emilia-Romagna, con il vaccino anti Covid dopo gli operatori sanitari: gli over 80, le persone da 60 a 79 anni con patologie croniche, con insegnanti e personale scolastico, poi i soggetti con patologie moderate e infine tutta la popolazione. Entro marzo saranno immunizzate mezzo milione di persone. Presentato in videoconferenza dal governatore Stefano Bonaccini e da Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute. Ma "saremmo in grado di fare un milione di vaccinazioni al mese se ci fossero le dosi disponibili", afferma Bonaccini. 

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Pronta la task force

Oltre alle squadre di vaccinatori, formate da 14-16 operatori che arriveranno a fare 300 vaccinazioni in un turno di 6 ore, parteciperanno alla campagna vaccinale anche i medici di medicina generale, per i quali è atteso l’accordo nazionale, e anche i medici in formazione specialistica, oltre 500 in regione.

Fino a 45mila dosi di vaccino al giorno, oltre 1,3 milioni al mese, col dispiegamento possibile quotidiano di 75 team e oltre 1.000 operatori in oltre 70 punti vaccinali da Piacenza a Rimini. È quanto il sistema sanitario regionale può garantire in presenza delle dosi di vaccino necessarie. Un ritmo di somministrazioni che permetterebbe di immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli entro l'estate.

Fase 2 e priorità

La priorità, una volta terminata l’attuale fase 1, viene estesa anche alle forze dell’ordine, data alle fasce di popolazione più esposte al Covid: anziani, persone con più di 60 anni, quelle con patologie croniche, a rischio di malattie gravi o morte, disabili, insegnanti e personale scolastico ad alta priorità.

 

I tempi

Bonaccini sui tempi è chiaro: "Evitiamo di illudere la popolazione. Noi siamo pronti a immunizzare  45mila persone al giorno, ma tutto dipende dall’arrivo dei vaccini". Donini anticipa che già dalla prossima settimana sono attese consegne delle dosi Astrazeneca: ‘Se sarà così, nei prossimi giorni daremo il via a una sorta di parallelismo per la terza fascia di persone, quelle al di sotto dei 55 anni".

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Bonaccini: "In grado di vaccinare tutti entro l'estate se le dosi ci fossero"

In Emilia Romagna c'è un sistema "in grado di arrivare fino a 45mila vaccinati al giorno", ha ribadito il presidente. Quindi "saremmo in grado, entro l'estate, di vaccinare tutti quanti se le dosi ci fossero". Ma occorre "non illudere". Per questo bisogna dire che "siamo in grado di fare tutto quello che serve rispetto alle dosi che arriveranno": lo precisa il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Le fasi del programma regionale in dettaglio

Il piano vaccinale fissato a livello nazionale prevede diverse fasi di attuazione, con interessamento graduale della popolazione in riferimento a priorità di età, patologia e attività essenziale per la collettività.

Prima fase

Su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sta proseguendo la prima fase, avviata a livello europeo e italiano lo scorso 27 dicembre con il Vaccine Day e protratta oltre i tempi previsti a causa dei problemi di consegna delle dosi da parte delle Aziende produttrici. È riservata a: operatori sanitari/sociosanitari sia pubblici che privati accreditati, operatori sanitari libero professionisti, compresi i componenti delle organizzazioni territoriali (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta); residenti e personale dei presidi residenziali per anziani; volontari/dipendenti delle associazioni che svolgono attività di emergenza; personale tecnico-amministrativo in presenza nei presidi sociosanitari, farmacisti, odontoiatri e, successivamente, gli operatori libero professionisti.

Inoltre, grazie alla disponibilità di dosi di vaccino AstraZeneca, è stato possibile inserire nella prima fase di vaccinazioni anche le forze dell’ordine.

Ultimate le vaccinazioni su questo target di popolazione - ad oggi sono state vaccinate 132.913 persone e di queste 89.364 hanno già completato il ciclo vaccinale con due dosi, per un totale di 222.277 vaccini somministrati - si procederà, tra fine febbraio e inizio marzo, con tutti i cittadini dagli 80 anni in su, che in regione sono 368.300: potranno iniziare a prenotarsi da lunedì 15 febbraio. Intanto, in questi giorni è già partita la vaccinazione a casa alle persone ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi se di età uguale o superiore agli 80 anni.

La Regione ha già chiesto al Governo di inserire in questa fascia prioritaria anche le persone con disabilità al 100% non autosufficienti, in particolare quelli con patologie per le quali il Covid rappresenta un rischio di salute grave, ed è sul tavolo la proposta di includere anche i caregiver.

Il Piano nazionale vaccini del 12 dicembre scorso, presentato in Parlamento dal ministro Roberto Speranza, è in fase di revisione, soprattutto per quanto riguarda le priorità delle categorie a rischio, alla luce della disponibilità, seppur ridotta rispetto al dichiarato, del vaccino di AstraZeneca e alle indicazioni d’uso quest’ultimo vaccino (fascia di età). La programmazione delle fasi successive, quindi, è passibile di ulteriori modifiche.

Seconda fase

La seconda fase è basata su criteri anagrafici e di priorità: comprende infatti, oltre alle persone over 80 non vaccinate in precedenza, quelle in fascia d’età tra i 60 e i 79 anni (partendo dai 70-79enni a scendere), che in Emilia-Romagna sono quasi 1 milione (998 mila). E ancora: persone con comorbidità severa (con altre patologie croniche), immunodeficienza e/o fragilità di ogni età; gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico, docente e non docente, “ad alta priorità”.

Nel caso in cui i disabili al 100% non vengano inseriti a livello nazionale in fase 1, in Emilia-Romagna saranno vaccinati in questa fase, assieme a tutte le persone con disabilità in condizioni patologiche a maggior rischio di sviluppare quadri gravi. A questo proposito, si è in attesa di indicazioni ministeriali dell’elenco delle patologie croniche da considerare a rischio. 

Terza fase

La terza fase sarà rivolta a: insegnati e personale scolastico rimanente, lavoratori di servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità. Infine, persone con comorbidità moderata di ogni età.

Quarta fase

La quarta fase vedrà la campagna vaccinale estesa alla popolazione rimanente (dai 16 anni- come avviene ovunque secondo le indicazioni scientifiche - ai 59 anni). Solo sulla base delle forniture attuali, a marzo saranno comunque già immunizzate oltre 500mila persone (per un milione di dosi somministrate) ed entro giugno tutte le persone e categorie a rischio. L’auspicio è ovviamente quello che possano essere disponibili molte più dosi, per accelerare con il programma vaccinale.

Come prenotare la vaccinazione

Tutti i cittadini dagli 80 anni in su riceveranno la prossima settima a casa una lettera a firma del presidente Stefano Bonaccini in cui saranno spiegate le modalità di prenotazione. Per loro, a partire da lunedì 15 febbraio, saranno molteplici i canali possibili per effettuare la prenotazione: Cup, Farmacie Cup, prenotazione telefonica, Fascicolo sanitario elettronico, Portale regionale Salute.

Per tutte le altre categorie, la possibilità di prenotazione sarà attivata progressivamente, sulla base del piano vaccinale. Infine, per le altre categorie in questa prima fase, viene mantenuta l’attuale modalità di prenotazione. La prenotazione avviene senza prescrizione del medico curante.

 

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