Vaccini Covid
Vaccini Covid

Ancona, 21 luglio 2021 - Il commissario nazionale per la campagna vaccinale ha fissato il numero massimo di vaccini che ogni giorno si possono fare in regione, allo stesso tempo la Regione trova l’intesa con i farmacisti per le somministrazioni di dosi e il governatore Acquaroli invita alla massima attenzione. Giornata intensa anche quella di ieri sul fronte della lotta al Covid.

Il punto Covid, il bollettino delle Marche

Il generale Figliuolo ha indicato in 9.500 le dosi giornaliere che le Marche possono iniettare in base ai quantitativi che sono in arrivo. Ma nella stessa giornata l’assessore regionale alla sanità ha siglato l’accordo con i farmacisti per aumentare la potenza delle vaccinazioni.

Presenti i rappresentanti delle farmacie convenzionate, Assofarm per le farmacie pubbliche e Federfarma per le farmacie private. "La volontà della Regione – spiega Saltamartini – è quella di incrementare le vaccinazioni anti Covid e mettere al sicuro quanto prima l’intera popolazione. Con le farmacie abbiamo quindi concordato il percorso operativo attraverso il quale diverranno nuovi punti di vaccinazione disponibili per i cittadini".

Non appena i farmacisti avranno terminato la formazione specifica e saranno abilitati alla somministrazione del vaccino, nelle tante farmacie distribuite sul territorio regionale in modo capillare e che aderiranno all’iniziativa a titolo volontaristico, sarà possibile eseguire le vaccinazioni anti-SarsCov2.

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Il governatore Acquaroli, invece, ha sottolineato come "i dati epidemiologici migliorano nelle Marche ma occorre fare attenzione perché è ancora forte la pressione sulle terapie intensiva. C’è stato un miglioramento nelle ultime settimane ma bisogna rimanere attenti perché, nonostante tutto, sulle terapie intensiva c’è ancora un pressione importante. Vediamo una discesa della curva pandemica ed epidemiologica – ha aggiunto – ma a tutti raccomando massima attenzione. Cercheremo di monitorare la situazione per la riapertura della scuola, su eventuali classi in quarantena, sia nei comuni. C’è un’interlocuzione tra Servizio sanità, assessorato e territori, che manifestano incidenza importante nonostante restrizioni per contenere al massimo l’impatto nel territorio".

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Intanto si è davanti a numeri dei contagi sempre più da zona gialla per le Marche che incassano un bollettino del Gores regionale decisamente migliore rispetto allo standard del picco epidemico del mese scorso. In particolare continua a scendere il rapporto tra positivi e tamponi effettuati: 12% includendo anche gli antigenici, 18.4% considerando soltanto gli esami ufficiali, ovvero i molecolari. Restano, dunque, contenuti i casi di giornata (211 nelle Marche, 34 in provincia di Ancona), fin qui tenendo lontano il rischio del temuto rimbalzo per la riapertura degli istituti scolastici.

Resta tuttavia seguita con molta attenzione questa specifica voce del report, anche perché ieri sono stati sei (la cifra più alta da dieci giorni a questa parte) i contagi che coinvolgono gli studenti. Monitor come sempre accesi pure sui sintomatici: ieri 43, uno ogni cinque infezioni con una leggera crescita in percentuale rispetto alla media del periodo. Segnali nella giusta direzione arrivano soprattutto dal fronte ospedaliero, dove continua in modo evidente la contrazione di presenze sia in terapia intensiva sia a livello totale di ricoveri per Covid.

In particolare proprio nel settore per i malati più gravi tre sono i letti occupati ieri in meno rispetto a lunedì, arrivando così complessivamente in ambito regionale a quota 85. Andamento simile per le degenze totali legate al virus: dopo aver abbattuto anche la barriera di quota 800 nei periodi del picco di marzo, ora i malati presenti nelle strutture ospedaliere marchigiane sono 631.

Non conosce sosta il capitolo più drammatico, tanto che anche ieri il monitoraggio del Gores ha registrato decessi in doppia cifra tra i positivi al Covid. Dieci in totale le persone che non ce l’hanno fatta, tutte gravate di altre patologie. Il più giovane è un 53enne di Filottrano spirato all’ospedale Urbani di Jesi: tra i residenti in provincia si sono dovuti arrendere anche un falconarese di 80 anni e due uomini anconetani di 77 e 86 anni.