Il vaccino influenzale, mai come quest'anno sarà importante
Il vaccino influenzale, mai come quest'anno sarà importante

Bologna, 14 settembre 2020 - E' già ora di occuparsi della vaccinazione antinfluenzale. Complice, ovviamente, la pandemia da coronavirus tutti i medici sono infatti concordi: occorre vaccinarsi contro la 'normale' influenza quanto prima. Proprio per questo, le richieste delle Rewgioni alle aziende produttrici è schizzata alle stelle:  ci sono stati ancje incrementi medi del 43%, con picchi anche superiori al 100%. Un dato che ha fatto dire a Federfarma: "Non riusciremo a distribuire anche nelle farmacie". E invece ora arriva la rassicurazione (per quanto parziale).

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 "Oggi, in Conferenza Stato-Regioni, abbiamo sancito l`intesa per distribuire una quota di vaccini anti-influenzali, disponibile per ogni singola Regione, attraverso il sistema territoriale delle farmacie", assicura il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Si tratta di una percentuale minima, ossia l'1,5 per cento, (eventualmente incrementabile dalle singole Regioni).

"Guardando oggi alla campagna vaccinale per prevenire l`influenza occorre considerare due ordini di fattori - ha spiegato Bonaccini -: il primo è che la vaccinazione anti-influenzale sebbene non abbia una efficacia al 100% può contribuire a ridurre il carico d malattie nella popolazione e ciò è ancora più importante se consideriamo il caso in cui influenza e Covid-19 siano simultaneamente presenti in una comunità. Contenere il numero di casi di influenza facilita poi la diagnosi differenziale ed evita il sovraccarico del sistema sanitario".  

Il secondo è che ogni anno 800mila cittadini che non rientrano fra le categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata, si rivolgono comunque al farmacista per acquistare il vaccino a proprie spese.

"L'unica condizione che abbiamo posto e su cui abbiamo avuto assicurazioni dal Governo - conclude Bonaccini - è che sia assicurato comunque il quantitativo necessario per gli anziani (ultra sessantacinquenni e per quest'anno anche a partire dai 60 anni), per le persone appartenenti a categorie a rischio, alle donne in gravidanza, agli addetti ai servizi essenziali e, quest'anno, anche ai bambini fra i 6 mesi e i 6 anni".