Influenza 2020, a Parma il primo caso (foto Ansa d'archivio)
Influenza 2020, a Parma il primo caso (foto Ansa d'archivio)

Ancona, 30 settembre 2020 - A Parma viene scovato il primo caso italiano di influenza (un bimbo di 9 anni), influenza che arriva in anticipo rispetto al passato e l’ansia sale visto che da mesi tutti ci dicono che dobbiamo vaccinarci ma con l’ottobre che bussa alle porte ancora la situazione non è chiara. La campagna vaccinale per l’influenza stagionale nelle Marche dovrebbe partire entro la prima metà del mese di ottobre. Detto che si tratta di una stagione assolutamente straordinaria, alla luce dell’emergenza pandemica tutt’altro che superata e strettamente correlata alla forma influenzale tipica.

Per approfondire Influenza 2020, c'è il primo caso: in anticipo. E' un bimbo di Parma - Il costo. Ecco per chi è gratuito - La guida

Innanzitutto un aspetto determinante: «Ad oggi le dosi dei vaccini non sono ancora arrivate – spiega Marco Grandi, presidente provinciale della Fimmg, la federazione dei medici di base, di Ancona –, stiamo discutendo ancora di questioni secondarie. Per quelle che erano state le comunicazioni da parte della Regione dell’Asur, la campagna vaccinale doveva partire il 1° ottobre, quindi penso che prima andrà risolto quel problema. Per quanto concerne la stagione 2020-2021, inoltre, andavano rivisti alcuni parametri, tra cui, oltre all’aumento delle dosi da acquistare, le vaccinazioni per alcune categorie particolari. Nessuna obbligatorietà, ma il forte consiglio espresso nei confronti di tutti i sanitari del territorio, sempre in prima linea, e ad altre categorie tra cui vigili del fuoco e forze dell’ordine, ma anche allevatori, macellatori, veterinari, addetti al trasporto di animali vivi. Noto con sorpresa il fatto che tra le figure non compaiano gli insegnanti. Per quanto riguarda i luoghi deputati per lo svolgimento delle pratiche vaccinali, nel nostro territorio non dovrebbe essere necessario individuare spazi ampi come palazzetti o strutture speciali. Al momento il tutto dovrebbe avvenire all’interno dei singoli ambulatori dei medici di base».

Nell’anno della pandemia cambia il calcolo della popolazione considerata a rischio e si allarga il bacino di coloro a cui si consiglia vivamente di vaccinarsi. Su dati, scadenze, logistica e modalità vaccinali, l’Asur ha informazioni differenti rispetto ai medici di base: «La prossima settimana ci verranno consegnate le 420mila dosi che abbiamo acquistato alla luce del calcolo della popolazione a rischio» precisa il direttore generale dell’Asur, Nadia Storti. Dai dati della Gimbe emerge però (vedi box sotto) che nelle Marche mancherebbero oltre 130mila dosi per coprire tutte le fasce a rischio. «Nella scorsa campagna vaccinale, quella del 2019-2020 ne avevamo comprate quasi 300mila, dunque un impegno di spesa e di organizzazione generale tutt’altro che agevole. L’emergenza pandemica ha imposto un’anticipazione della campagna vaccinale che quest’anno partirà tra il 10 e il 15 ottobre, ormai, dunque, ci siamo. Bisogna tener conto che nel 2019 la campagna era partita un mese dopo, a novembre inoltrato. Per quanto riguarda la parte organizzativa, ci siamo attivati da tempo, attraverso le singole Aree Vaste, per reperire degli spazi idonei dove poter praticare le vaccinazioni, palazzetti, palestre, capannoni e altro. L’invito che rivolgo alla popolazione è chiaro, mai come quest’anno bisogna vaccinarsi».

Bisogna vaccinarsi, ma ancora la gente non ha ben chiaro come potrà fare. In totale, nella stagione influenzale 2019/2020, fino alla settimana n° 17, nel mese di aprile, i casi totali stimati nelle Marche dal sistema di sorveglianza Influnet, basato sui cosiddetti ‘medici sentinella’, sono risultati oltre 260mila e la fascia d’età più colpita è stata quella infantile 0-4 anni. Per la stagione 2020-2021 la vaccinazione antinfluenzale assume particolare rilevanza in quanto non è da escludere una co-circolazione del virus Sars-Cov2. Da qui la grande importanza del vaccino, specie per le categorie di persone ad alto rischio.