Bologna, 13 aprile 2021 - Venerdì 16 aprile in Emilia Romagna sbarcherà il vaccino Johnson & Johnson, sempre che non venga sospeso anche in Europa come chiesto dalle autorità sanitarie negli Stati Uniti, dove sei vaccinati, tutte donne, hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue. "Attendiamo il pronunciamento delle autorità scientifiche - dichiara il presidente Stefano Bonaccini ai microfoni di Radio 1 -, mi auguro che come avvenuto con AstraZeneca il vaccino non venga fermato: vorrebbe dire che è sicuro e si può utilizzare. Altrimenti sarebbe una bella tegola, oggi è arrivata la prima fornitura".

Il bollettino I dati Covid del 13 aprile

Una vicenda già vissuta con AstraZeneca, come ricorda lo stesso governatore a 'L'aria che tira', su La7. "Prima c'era l'indicazione di somministrare fino a 55 anni ed è per quello che noi avevamo iniziato con il personale scolastico affidandolo ai medici di famiglia o ad altre categorie che non arrivavano oltre i 55 anni. Poi si è detto fino a 65 anni, dopo si è detto dai 60 anni in su. Mi conforta che ieri in Emilia Romagna le rinunce siano state davvero basse, mi auguro che prosegua così, perché abbiamo bisogno di vaccinare".

L'esperto Vaccino Johnson & Johnson e trombosi, Cossarizza: "Stessi principi di AstraZeneca"

 “Il vaccino Johnson & Johnson – spiega l'assessore regionale alle Politiche della Salute, Raffaele Donini, durante il question time in aula dell'Assemblea legislativa.- ha il vantaggio di richiedere una sola somministrazione e dunque una sola visita a domicilio”. 

“Contiamo di accelerare molto", assicura Donini che vuole coinvolgere maggiormente anche le squadre di medici e infermieri che si spostano a casa dei pazienti, le Usca, ora "meno impegnate ad assistere i pazienti Covid" grazie all'abbassamento della curva epidemiologica. Nelle prossime settimane – garantisce Donini - “ci sarà un'accelerazione significativa" sulla vaccinazione delle persone fragili, cioè con malattie croniche o disabilità, oltre che degli anziani. Anche grazie all'impiego, a domicilio del vaccino.

"Abbiamo un elenco in continuo aggiornamento – spiega il titolare della Sanità - che cuba circa 180.000 persone in regione, al momento ne abbiamo vaccinate circa 100.000 con patologie gravi". Alcune di queste persone fragili, ricorda Donini, possono andare da sole in un centro vaccinale, altre invece sono impossibilitate a muoversi e devono aspettare la somministrazione a domicilio: su quest'ultima categoria – ammette - "siamo andati più in difficoltà", a causa della complessità logistica dovuta anche alle temperature di conservazione delle dosi. Nel frattempo però alcune Ausl – spiega - "hanno fatto accordi coi medici di medicina generale, che conoscono bene i loro pazienti".

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Vaccino Covid agli over 70

Intanto – come annunciato stamattina dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante la sua visita agli hub vaccinali di Castel San Pietro Terme e Crevalcore, nel Bolognese - “ieri, nella prima giornata di prenotazioni per i 70-74enni, più di 100mila persone hanno già fissato l'appuntamento e la macchina regionale è già stata testata per effettuare 30mila somministrazioni al giorno, dato che possiamo portare fino a 45-50 mila, e cioè oltre un milione al mese”.

“Nella sola Azienda sanitaria di Imola – ha sottolineato Bonaccini – le somministrazioni hanno le oltrepassato le 32mila”. Ovviamente – ricorda il presidente – a patto che arrivino “i vaccini nella giusta quantità”. Per questo - ribadisce - “confido nell'azione del Governo e del commissario Figliuolo affinché siano garantiti 50 milioni di dosi entro giugno e 80 nel terzo trimestre destinati all'Italia, con le quali vaccinare tutte le persone entro l'estate. L'Emilia-Romagna è pronta”.

Dosi agli over 60

Entro aprile, inoltre, se tutto va bene, apriranno anche le prenotazioni per i vaccini ai 60enni, come annunciato da Bonaccini, venerdì scorso, durante la visita all'hub vaccinale della Fiera di Bologna del sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa.

Vaccino Johnson & Johnson: efficacia ed effetti collaterali

Il vaccino Jhonson & Jhonson è monodose. Il farmaco è raccomandato per gli over 60, dopo i rari casi di trombosi riscontrati in seguito alla vaccinazione. Il vaccino della Janssen è il quarto ad essere raccomandato nell'Ue per prevenire il Covid-19, dopo i farmaci Pfizer, Moderna e AstraZeneca. L'efficacia del prodotto – ha spiegato l'Ema - è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto oltre 44mila persone dai 18 anni in su negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi dell'America Latina. A metà dei partecipanti è stata somministrata una singola dose di vaccino e all'altra metà un placebo.

Lo studio ha rilevato una riduzione del 67% del numero di casi Covid sintomatici dopo 2 settimane nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Janssen (116 casi su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 persone su 19.691). Questo significa che il vaccino ha avuto un'efficacia del 67%.

Gli effetti collaterali riscontrati nello studio sono stati generalmente lievi o moderati e sono stati risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni: dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea, elenca l'Agenzia europea del farmaco. Il vaccino Janssen è costituito da un adenovirus modificato per contenere il gene per la produzione della proteina Spike di Sars-CoV-2, che stimolerà il sistema immunitario a produrre anticorpi e attivare le cellule T (globuli bianchi) per bersagliarla. L'adenovirus contenuto nel vaccino non può riprodursi e non causa malattie.

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