L’inoculazione del vaccino nell’hub vaccinale di Cesena Fiera (foto Ravaglia)
L’inoculazione del vaccino nell’hub vaccinale di Cesena Fiera (foto Ravaglia)

6 novembre 2021 - Sono due le notizie da tenere presente per chi ha fatto la vaccinazione anticovid con l’inoculazione unica della Johnson&Johnson. Una arriva dall’assessorato alla Sanità dell’Emilia-Romagna che, prendendo le mosse dalla recente disposizione del Ministero, informa che tutti i cittadini, senza vincolo di età, vaccinati da almeno sei mesi (180 giorni) con un’unica dose di vaccino Janssen possono ricevere una dose di richiamo con vaccino a m-RNA nei dosaggi autorizzati per il ‘booster’: quindi o il vaccino Comirnaty di Pfizer/BioNTech (dose intera, quindi 30 mcg in 0,3 mL); oppure Spikevax di Moderna, in questo caso mezza dose (50 mcg in 0,25 mL) rispetto a quella utilizzata per il ciclo primario.

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L’altra arriva dall’Asl Romagna che, tuttavia, ancora non ha stabilito se gli oltre 24 mila cittadini che, in tutto il territorio hanno assunto il siero monodose Janssen, debbano attendere la chiamata da parte dell’Asl e se, invece, sia per loro necessario attivarsi autonomamente per ottenere un appuntamento presso gli hub vaccinali.

"Lo stabiliremo nell’incontro previsto per lunedì prossimo" informa la dottoressa Raffaella Angelini, responsabile della Sanità Pubblica dell’Asl Romagna. "Non c’è fretta - scandisce la dottoressa Angelini - poiché il vaccino è arrivato tardi rispetto agli altri e non sono molte le persone la cui inoculazione abbia raggiunto i sei mesi. I primi vaccinati, nella nostra Asl, sono stati inoculati tra maggio e giugno. Sono poche, dunque, le persone che già ore potrebbero sottoporsi al richiamo". È dimostrato, tra l’altro, che l’efficacia di J&J non decade prima dei fatidici sei mesi risolvendo così i dubbi e le apprensioni di chi si era affidato al siero Johnson&Johnson.

Infine, dall’assessorato alla Sanità, anche sulla base delle ultime raccomandazioni della Struttura commissariale, viene sottolineata l’importanza di incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi e di agire sui soggetti non ancora vaccinati, principalmente su due fronti: rinforzando, anche con il supporto dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, l’opera di informazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione e sulla eventuale co-somministrazione con il vaccino antinfluenzale; rendendo il più agevole possibile la somministrazione vaccinale, fino al libero accesso o la chiamata attiva, modalità che in Emilia-Romagna sono già state utilizzate ampiamente e con successo.