Modena, 21 dicembre 2020 - Dopo l’allarmante scoperta della nuova variante mutata del virus, che avrebbe una trasmissibilità e contagiosità maggiore, si teme sull’efficacia del vaccino anti Covid. Ma, secondo il noto immunologo, professor Andrea Cossarizza, è assolutamente prematuro parlarne.

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"Per sapere se la mutazione abbia tale effetto e in che modo agisca dobbiamo basarci su evidenze scientifiche di cui oggi non siamo in possesso", afferma. Il professore sottolinea come al momento sia fuori luogo arrivare a conclusioni di questo genere. "Qualche gruppo di ricercatori sostiene che la mutazione che sta diventando prevalente in alcune regioni inglesi potrebbe inficiare l’uso dei vaccini, ma non credo sia così. Occorre capire solo per quale motivo in Inghilterra molta più gente si sia infettata nell’ultimo periodo. Il fenomeno è dovuto alla mutazione? O forse è invece legato, come credo, al mancato rispetto delle regole che predichiamo da tempo, più che al fatto che il virus sia più infettante? Il fatto che ci siano aumenti dei casi in tutta Europa – sottolinea ancora Cossarizza – anche dove la mutazione non c’è mi fa pensare si tratti solo di comportamenti non virtuosi di troppe persone. Ben sappiamo che più virus circola, e più si replica, più può mutare: è una cosa normalissima. Ecco perché parlare di inefficacia del vaccino è del tutto fuori luogo".

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"Quando vaccini una persona, – spiega – usi tutta la proteina del virus, ovvero il vaccino comprende tutta la sua sequenza. Quindi il sistema immunitario risponde in maniera policlonale, fa lavorare molte cellule e produce molti anticorpi tra loro diversi ma tutti diretti contro la stessa proteina. Di conseguenza una mutazione in una parte della proteina può ridurre l’efficienza di un anticorpo ma non di tutti gli altri. Mi pare improbabile che la mutazione del virus cambi l’efficacia del vaccino. Naturalmente – conclude l’immunologo – fino a quando non si inizia a vaccinare non potremo saperlo, ma è fuori luogo parlarne ora: gli scienziati non devono fare previsioni, ma valutare dati scientifici. Tra qualche settimana l’Europa comincia a vaccinare: solo allora potremo capire cosa accadrà e capire l’eventuale importanza della variante inglese, che tra l’altro era stata descritta già in settembre. Qui in Italia, a scopo precauzionale i voli sono stati chiusi da e per l’Inghilterra", conclude infine l’immunologo. Nel frattempo, dobbiamo continuare a mantenere tutte le precauzioni anti contagio che ben conosciamo e che i medici continuano a ripetere, evitando assembramenti.