Modena, 16 giugno 2021 - Il Coronavirus è molto insidioso e non vanno alimentate eccessive preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini, o almeno di alcuni". E’ questa la convinzione di Paolo Frigio Nichelli, professore senior di Unimore, già preside della facoltà di Medicina e chirurgia, studioso noto ed apprezzato. "Confesso di non comprendere il senso delle ultime decisioni prese dal Cts e dal ministro della Salute in merito alla campagna vaccinale".

Paolo Frigio Nichelli, professore senior di Unimore

Motivo?
"La maggior parte degli ’eventi avversi’ segnalati è classificata non grave. Quelli gravi sono pochissimi e consistono per la maggior parte in una sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna) e dopo la pima dose di AstraZeneca".

Ma come la mettiamo con le trombosi venose intracraniche seguite al vaccino AztraZeneca?
"Il tasso di segnalazione di queste trombosi è in linea con quanto osservato a livello europeo, prevalentemente in persone con meno di 60 anni di sesso femminile. Casi riferiti a popolazione giovane dunque".

Ma è davvero importante insistere con la vaccinazione delle persone più giovani?
"I motivi per farlo sono due. Il primo è il fatto che i decessi per Covid riguardano in realtà tutte le classi di età e non sono paragonabili al rischio connesso alla vaccinazione. I decessi per Covid registrati dall’inizio della pandemia nelle persone di età minore a 20 anni sono 24; 83 nelle persone di età inferiore ai 30 anni e 296 in quelle di età inferiore a 40 anni. Per contro i decessi avvenuti dopo una vaccinazione ritenuti correlabili al vaccino sono 4 casi (comprendendo tutte le classi di età)".

Secondo motivo?
"L’importanza di ridurre drasticamente e rapidamente la circolazione virale nella popolazione, per evitare la probabilità di diffondere varianti a maggiore infettività (come la variante Delta nel Regno Unito). Per fare ciò bisogna soprattutto vaccinare la popolazione giovane che, tipicamente, ha la maggiore frequenza di scambi sociali. Lo sostiene anche un articolo recente comparso sulla prestigiosa rivista Science".

Non condivide dunque la raccomandazione fatta di vaccinare con vaccino mRNA (Pfizer o Moderna) gli under 60 che hanno fatto AstraZeneca?
"Capisco l’indicazione di preferire i vaccini mRNA nella popolazione più giovane, soprattutto nelle donne. Ma, a fronte della necessità e dell’urgenza di vaccinare anche la popolazione più giovane, e del fatto che non sono mai stati registrati casi di trombosi atipica dopo la seconda dose di Vaxzevria, perché si dovrebbero obbligare tutte le persone di età inferiore a 60 anni a cambiare tipo di vaccino nella seconda somministrazione?".

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