Venezia, 9 aprile 2021 - "Il Veneto ha oggi un Rt confermato di 0,96 e un' incidenza di 160,3 casi ogni 100 mila abitanti". A dirlo, ieri, il presidente del Veneto, Luca Zaia nel corso del punto stampa covid a Marghera. Il rischio pandemico rilevato dall'Istituto Superiore di Sanità è basso. Dati che secondo Matteo Salvini segnano un trend da zona gialla. Un colore bandito per decreto fino al 30 aprile. Oggi, dopo la valutazione del monitoraggio settimanale ad opera della Cabina di Regìa, il Veneto viene confermato in zona arancione.

AGGIORNAMENTO Covid: Veneto a rischio pandemico basso insieme a Bolzano

La guida Regole zona arancione: cosa si può fare 

“Riaprire i ristoranti solo all'aperto? In questo momento non ci sono le condizioni, la situazione sanitaria dev'essere il punto di partenza, noi non possiamo negare la realtà”, ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, intervenendo ieri sera a 'Piazza Pulita', su La7. Interpellato sul tema delle proteste in questi giorni di esercenti e ristoratori, Zaia ha risposto: “Noi dobbiamo dare una prospettiva, condannare le proteste violente, perché sono sempre perdenti, ma ipotizzare una attenuazione delle misure restrittive qualora la situazione sanitaria lo permetta. Anche la posizione del presidente Draghi in questo senso è chiara. Si può fare nel momento in cui ci sono le condizioni, in questo momento non ci sono”.

​Covid Veneto, il bollettino del 9 aprile 2021

Scendono i nuovi positivi al Covid-19 in Veneto: oggi sono 988, mentre ieri erano stati 1.241 (totale 393.282). Calano gli attualmente positivi, oggi sono 32.918 (-1.221). Aumentano i nuovi decessi: oggi sono 38, mentre ieri erano stati 24 (totale 10.899). L’incidenza oggi è pari al 2,74 per cento. Scendono i ricoveri causati dal coronavirus in Veneto, oggi sono 2.194 (-74): 1886 in area non critica (-61), 308 in terapia intensiva (-13).

"Siamo ancora preoccupati - commenta il presidente della Regione -, perché finché non iniziamo a far calare in maniera vistosa i ricoveri non caleremo nelle terapie intensive, e quindi nella mortalità. In questa ultima ondata abbiamo 5,5 pazienti in area non critica su uno in terapia intensiva. Noi ricoveriamo mediamente 80-100 persone al giorno, e calcoliamo che mediamente il 10/15 per cento finisce in terapia intensiva, fra qualche giorno o settimana. 2mila persone che si contagiano ogni giorno me ne mandano 100 in ospedale, e 13 finiranno in terapia intensiva. Ricordo che sopra 60 anni tre su 100 perdono la vita".

Vaccino Covid Veneto, stop AstraZeneca per under 60"

"Il Veneto - annuncia il governatore Zaia - ha deciso in questa fase di non fare più il vaccino AstraZeneca sotto i 60 anni. Tutto proseguirà per i richiami, su cui il Ministero della Sanità ha chiarito che non ci sono problemi. Per i fragili e gli ultrasessantenni si proseguirà, a meno di prescrizione contraria del medico. Nessuna ripercussione negativa sulla campagna vaccinale regionale, che è già orientata sulle classi over 80, over 70 e over 60”.

“Ci stiamo attrezzando - prosegue il presidente Zaia - con grandi strutture in tutto il Veneto per fare vaccinazioni di massa, se arrivano le dosi noi siamo preparati. Ho chiesto certezza sulle forniture. Si tratta quindi di strutture di grandi dimensioni, capannoni vuoti, valutiamo tutto”.

Tredicimila dosi di AstraZeneca, 126mila Pfizer, 14mila con punto di domanda J&J, Moderna non pervenuta: sono le dosi che il presidente Zaia si aspetta per la prossima settimana. Nel rilevare che “noi dei vaccini abbiamo bisogno come il pane”, il governatore accusa: “Sono nozze con i fichi secchi visto che noi siamo primi in Italia per le vaccinazioni. Non abbiamo materia prima da inoculare. Noi abbiamo spazi per inoculazioni di massa, spero che il Governo si decida di liberarsi le mani e di andarseli a comprare".

Ad aver completato il ciclo vaccinale è stato finora il 6 per cento della popolazione del Veneto, pari a 291mila 985 persone. Le dosi somministrate sono un milione 65mila 922, l'84,2 per cento delle forniture. Il 15,9 per cento della popolazione (773mila 937) ha ricevuto la prima inoculazione. Cresce (77 per cento) il dato della popolazione over 80 che ha avuto la prima dose.