Il Veneto resta zona gialla come auspicava il governatore Zaia
Il Veneto resta zona gialla come auspicava il governatore Zaia

Venezia, 4 dicembre 2020 - Il Veneto resta zona gialla. Questo viene confermato da un comunicato del ministero della Salute che afferma che il ministro Speranza firmerà tre ordinanze che però non riguardano il Veneto. "Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà tre nuove ordinanze sulla base dei dati della Cabina di regia di oggi. Con la prima si rinnovano le misure restrittive vigenti relative alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte. Con la seconda le Regioni Campania, Toscana, Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano passano da area rossa ad area arancione. Con la terza le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria passano dall'area arancione all'area gialla. Le ordinanze saranno in vigore dal 6 dicembre'. 

La decisione del Governo sul Veneto zona gialla era attesa per oggi. Il Governatore Luca Zaia aveva affermato di essere sereno, in quanto la Regione stava rispettando tutti i parametri. E' stato scongiurato, quindi, il rischio di finire in zona arancione e la sicurezza è arrivata dopo la riunione del Comitato Tecnico Scientifico. Al momento le ordinanze regionali non verranno rinnovate, a detta di Zaia per dimostrare un atteggiamento collaborativo con il Governo rispetto ai divieti del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio.

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Veneto: situazione da monitorare

Nell'ultima settimana di novembre e l'inizio di dicembre "si osserva una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni e province autonome a rischio moderato e per la prima volta, dopo sette settimane, due a rischio basso (Basilicata e Campania, ndr)". Il quadro emerge dal Report dell'Istituto superiore di sanità-ministero della Salute con il monitoraggio settimanale dell'epidemia di Covid, nella bozza di cui l'Adnkronos Salute è in possesso.

In particolare, 16 Regioni sono classificate a rischio moderato di trasmissione di Sars-Cov-2. Di queste, cinque hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l'attuale trasmissibilità: Emilia Romagna, Marche, Molise, provincia autonoma di Trento, Veneto (indice Rt 1,11, uno dei più alti in Italia). In queste regioni, "si suggerisce di valutare attentamente la opportunità di adottare, anche a livello sub-regionale, di mitigazioni previste per il proprio livello di rischio".

Covid Veneto oggi: bollettino

Continuano a crescere i contagiati dal coronavirus in Veneto, che oggi sono 158198 (+3708 nelle ultime 24 ore, ieri + 3581). Salgono gli attualmente positivi, che toccano quota 72929 (+2326). Aumenta anche il numero di deceduti, oggi sono 4065 (+83 nelle ultime 24 ore, ieri +95).

Calano i ricoverati negli ospedali, che oggi sono 3041 (-27). 2704 sono in area non critica (-28), di cui 2477 (-24) positivi e 227 negativizzati (-4). Sono 337 le persone ricoverate in terapia intensiva (+1), di cui 309 positive (+2) e 28 negativizzate (-1).

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“Se si fosse approfittato di un percorso da fare insieme alle Regioni - afferma il Governatore -, sarebbe stato meglio. Se da un lato è necessario pensare a restrizioni, dall'altro dal punto di vista sanitario ed epidemiologico il divieto di spostamento fuori Comune di residenza il 25 e 26 dicembre e l'1 gennaio non ha una ragione sostenibile. Dopo di me anche il comitato tecnico-scientifico nazionale ha detto la stessa cosa. Chiudere un piccolo Comune non è la stessa cosa che chiudere un Comune con migliaia o milioni di abitanti, questa norma è una bestialità scientifica. Lo dice uno che ha introdotto in Veneto restrizioni che nessun altro ha fatto in Italia, altro che atteggiamento di irresponsabilità. Contesto questa specifica restrizione, non altro. Spero che ci ripensino, che il Governo si ravveda, è ancora possibile, il tempo c'è. A Natale siamo tutti più buoni, il Veneto è al fianco di Roma. Io ho in mente una soluzione, saprei cosa scrivere, ma al momento non posso dirla. E' chiaro che deve essere una soluzione giuridica. Capita di sbagliare ed è giusto rimediare. Non è una vergogna ammettere un errore”.

“Ci sono misure di assoluto buon senso nel decreto - prosegue il Presidente della Regione -, ad esempio sugli orari dei negozi e dei centri commerciali, anche sulla riapertura delle scuole si può ragionare. Ma la parte delle tre giornate (25 e 26 dicembre e 1° gennaio, n.d.r.) non sta in piedi. E' innegabile che per gli anziani, soggetti fragili per definizione, ritrovarsi con i familiari possa rappresentare un minimo elemento di rischio, ma da qui a dire che il divieto è un'assoluta garanzia ce ne corre. Il vero tema è quello degli assembramenti. Nel decreto il Governo avrebbe potuto fare di più. Per quanto riguarda la situazione del Veneto, resto preoccupato, soprattutto perché questo che arriva sarà un periodo delicatissimo, con corse ai punti vendita, passeggiate nei centri cittadini, tutte occasioni di diffusione”.



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