Venezia, 7 gennaio 2021 - Cresce ancora il numero dei contagi da Coronavirus in Veneto, ma con cifre inferiori rispetto a ieri: 3.596 i riscontri odierni, erano 3.638 quelli registrati nel bollettino del 6 gennaio. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha confermato che l’incidenza è del 14% su circa 24mila tamponi effettuati.

Aggiornamento: Colori delle Regioni, la decisione del Governo - Bollettino Covid Italia I contagi nelle altre regioni

In crescita il numero dei cittadini attualmente positivi, 92.176 (+877). Sono 11.441 i dimessi (+72). In calo, rispetto ai giorni precedenti, il numero dei decessi, in totale 7.157 (+43). Alta la pressione sugli ospedali ma cala leggermente il numero dei pazienti ricoverati: oggi sono 3.367 (-14). 2979 si trovano in area non critica (-1) e 389 le persone ricoverate in terapia intensiva (+15). “C'è un trend di calo dei ricoveri negli ultimi giorni - ha commentato Zaia -. Aumentano le dimissioni rispetto alle prese in carico”.

Zaia: "Zona rossa improbabile"

Dati incoraggianti, ma l’appello è di continuare a rispettare in maniera ossessiva le regole. “Speriamo che questo dato diventi una tendenza e non solo un fenomeno degli ultimi giorni. Abbiamo un Rt intorno all’1, ma siamo su un crinale. Dobbiamo capire dove stiamo andando. Ho motivazioni ragionevoli per dire che il dato dell’1,10 -1,15 il Veneto non lo ha”. Tra i nuovi criteri per l'individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali verranno applicate le misure per le zone "arancioni" e “rosse" anche l’incidenza dei positivi su 100mila abitanti.

“Non ho certezza matematica se verrà inserito da questo bollettino o dal prossimo. È probabile che il parametro verrà recepito col nuovo Dpcm”. "Vedo improbabile una zona rossa per i noi per i dati che abbiamo. Non abbiamo un Rt così alto, fermo restando che abbiamo pressione ospedaliera ma che la stiamo gestendo", ha aggiunto.

Il presidente ha spiegato che dall’incontro con Speranza e Boccia di domenica è emerso il pericolo di una terza grossa ondata, anche se in ritardo rispetto ad altri paesi europei. “Oggi abbiamo i dispositivi, la diagnostica, facciamo più tamponi, abbiamo i protocolli di cura e le terapie intensive. Il virus di marzo non c’è, questo è una mutazione. In Italia sono presenti 8 mutazioni: 1 inglese, la più contagiosa, anche se non più dannosa e 2 varianti solo venete. Non sappiamo se siano più pericolose. Il problema è che è cambiato lo spirito dei cittadini”.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale la Regione è in attesa delle nuove forniture. “Oggi finiamo le ultime dosi di vaccini - ha spiegato -. Da domani non ne abbiamo più. Merito del grande lavoro di coloro che collaborano nella macchina della sanità”. La speranza ora si ripone su quello di Moderna che può essere conservato in frigo. “Oltre 40mila le dosi in arrivo che verranno somministrate da domani mattina - ha assicurato -. Facciamo in media 6mila vaccini al giorno, la fornitura potrebbe essere somministrata in una settimana”. Sul tema delle scuole e delle proteste Zaia ha ammesso che la chiusura è stata una sconfitta. “Ci basiamo sula relazione del dipartimento di prevenzione. Se non le avessi chiuse oggi avrei la polemica per l’apertura”.

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