Bologna, 9 aprile 2021 – Sei nuove regioni passano in zona arancione (Emilia Romagna, Lombardia, Friuli, Piemonte, Toscana e Calabria) e una sola bocciatura in zona rossa (Sardegna). La conferma del miglioramento della curva pandemica del coronavirus arriva con il primo dato importante: il valore dell'Rt nazionale che scende a 0,92, quando la scorsa settimana era a 0,98. In calo anche il valore dell'incidenza dei casi ogni 100mila abitanti che arriva a 185 (nel periodo 2-8 aprile) dai 232 della scorsa settimana, anche se i giorni festivi e il rilativo calo di tamponi, potrebbero avere falsato il dato. I cambiamenti entreranno in vigore lunedì 12 aprile.

La guida Regole zona arancione: cosa si può fare

Per il ministro del turismo Garavaglia "il 2 giugno potrebbe essere una data" per le riaperture, mentre si rafforza il pressing dei governatori per un allentamento delle misure. "Chi vaccinerà di più riaprirà prima", ribadisce la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini, riprendendo la linea del premier Mario Draghi. Intanto, il generale Paolo Figliuolo, commissario per l'emergenza in visita oggi a Bologna e Ferrara, ha promosso a pieni voti l'Emilia Romagna per l'organizzazione della campagna vaccinale.

IL COMMENTO Zona arancione: alleanza tra regole e buonsenso - di Beppe Boni

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Zona arancione: sei nuove regioni

Sono sei le regioni che, secondo notizie ancora uffiose, usciranno dalla zona rossa per approdare all'arancione da lunedì prossimo: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Toscana. Per tutte, a decretare il passaggio è il calo dell'incidenza dei nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti: il dato è sceso al di sotto dei 250. Le sei neo promosse vanno così ad aggiungersi alle regioni che sono già in zona arancione e che lì restano: Marche, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Umbria, Basilicata e Sicilia, province autonome di Trento e Bolzano.

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Zona rossa: entra anche la Sardegna

La Sardegna, unica regione italiana ad avere sperimentato la zona bianca, passa addirittura in zona rossa: il collegamento tra i due dati non è solo sulla carta. La Sardegna, infatti, passa in rosso per via di un indice Rt schizzato a 1,54: è tra le Regioni con gli aumenti più consistenti (fino al +92% di media mobile settimanale) e fa i conti con diversi focolai. La Sardegna va così ad aggiungersi a Campania (che è entrata in zona rossa da una sola settimana), Puglia (con un'incidenza di poco sopra al valore limite) e Valle d'Aosta (che ha un'incidenza record di 416 casi ogni 100mila). 

Chi guarda già alla zona gialla

Diversi territori però guardano oltre e, sulla base delle cifre attuali dei contagi - a disposizione dei governatori di centrodestra ,- il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha calcolato un trend da zona gialla per almeno sei, tra regioni e province autonome: Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Trento e Bolzano.

“È un dovere riaprire la seconda metà di aprile, se i dati lo permetteranno. Non si può stare in rosso a vita”, spiega il leader del Carroccio dopo un incontro a Palazzo Chigi con il premier, e aggiunge: “Con Draghi abbiamo parlato di dati: dove è tranquillo è un dovere ripartire. Draghi lo ha condiviso”. Il presidente del Consiglio ha poi chiarito in conferenza stampa che “è normale chiedere aperture: la migliore forma di sostegno all'economia sono le aperture, ne sono consapevole. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza”.

L'elemento fondamentale non è soltanto il calo dei contagi. “Ci sarà una direttiva di Figliuolo” sulle vaccinazioni delle persone fragili “e poi vedremo come inserire con i ministri il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i parametri che si usano per autorizzare le riaperture, annuncia il presidente del Consiglio, che aggiunge: “E' chiaro che per le Regioni che sono molto avanti con i più vulnerabili sarà più facile riaprire”. E pensa anche ad “un piano di riapertura delle
fiere e degli eventi” per guardare “al futuro delle prossime settimane”.

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Indice Rt Italia e regioni

L'indice Rt in Italia è allo 0,92, in lieve calo rispetto allo 0,98 della scorsa settimana. Otto Regioni e Province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di uno: Basilicata, Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Valle d'Aosta. Tra queste, Sardegna e Valle d'Aosta hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. La Sardegna segna il valore più alto di tutte: 1,54. Sei Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno. 

Ecco la tabella con l'Rt puntuale per regione:

Abruzzo 0.89
Basilicata 1.15
Calabria 0.93
Campania 1.19
Emilia-Romagna 0.81
Friuli Venezia Giulia 0.79
Lazio 0.9
Liguria 1.19
Lombardia 0.85
Marche 0.86
Molise 0.81
Piemonte 0.9
Provincia di Bolzano 0.91
Provincia di Trento 0.86
Puglia 1.06
Sardegna 1.54
Sicilia 1.22
Toscana 1.02
Umbria 0.97
Valle d'Aosta 1.39
Veneto 0.96



















Regioni a rischio alto

Liguria, Puglia, Toscana e Valle d'Aosta sono considerata "ad alto rischio pandemico". La scorsa settimana erano 6: Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto. Sono quindi calate di numero, un'altra dimostrazione che la curva è in discesa.

Regioni a rischio moderato

Quindici Regioni e Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato, di cui quattro ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane

Regioni a rischio basso

Una regione, il  Veneto, e la Provincia autonoma  di Bolzano hanno una classificazione di rischio basso.

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