Bologna, 10 maggio 2021 – Il timore di un ritorno in zona arancione è forte. Per le categorie economiche, commercio in primis, sarebbe un incubo. Tanto che Confcommercio Emilia Romagna chiede di “adeguare alla mutata situazione i criteri per definire i passaggi nelle varie fasce di colori”. L’indice Rt della regione è arrivato a 0,92, in crescita e sempre più vicino alla soglia dell’1, anche se la valutazione di impatto della regione è 'bassa'.

Ecco perché la prospettiva di abbandonare il giallo per la fascia di rischio medio-alto è concreta, a meno di un cambiamento dei meccanismi di calcolo. Ciò che chiede anche Stefano Bonaccini. “I criteri – dice il presidente della Regione – vanno adeguati. Lo stesso Istituto superiore di sanità si sta ponendo il problema. Non si tratta di abbassare la guardia, ma di adattare gli strumenti alle mutate condizioni: con governo, Regioni e Cts troveremo la soluzione migliore”.

Mercoledì è in programma un incontro proprio fra Governo (ci saranno Speranza e Gelmini) e Regioni su questo tema, ossia modificare i parametri per il cambio colore: non più solo l'indice di contagiosità e diffisione, ma un Rt ospedaliero.

C’è da dire che un Rt uguale o superiore a 1 non comporta automaticamente il passaggio in arancione: il Molise, per cui nell’ultimo monitoraggio si è rilevato un indice di 1,25, è in giallo.

L’Emilia Romagna ha un’incidenza di nuovi casi di positività al virus lontana dalla soglia dei 250 su 100mila abitanti (126 nel monitoraggio della scorsa settimana), ricoveri sotto controllo e una campagna di vaccinazione che procede a buon ritmo. “Ma ciò che serve – osserva Confcommercio regionale – è un Rt ospedaliero e non generico come quello attuale. Un indicatore che faccia capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione dando un segnale significativo, rapportato alla reale situazione del sistema sanitario in un quadro di revisione complessiva degli attuali parametri che sia coerente con il piano di riaperture varato dal Governo”.

Per l’associazione del commercio “è necessario intervenire con le modifiche ai parametri in tempi rapidi proprio per evitare il ritorno di molte regioni alla zona arancione e scongiurare definitivamente la chiusura delle attività economiche. Occorre al contempo procedere con convinzione nella campagna vaccinale mettendo in sicurezza in via prioritaria gli operatori e i lavoratori del turismo, del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona. Così come è fondamentale – aggiunge Confcommercio Emilia Romagna – il rispetto da parte di tutti delle regole di prevenzione per superare il dannoso limite del coprifuoco alle ore 22”.

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