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21 gen 2022

Zona rossa e arancione, la rivoluzione: "Contare solo i ricoveri sintomatici"

Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia in arancione. Puglia e Sardegna in giallo da lunedì 24. Ma ora le regole potrebbero cambiare radicalmente

Bologna, 21 gennaio 2022 - Sono quattro le regioni che lunedì 24 gennaio si sveglieranno in in zona arancione: Abruzzo, Friuli Venezia GiuliaPiemonte e Sicilia. Mentre è ora ufficiale che Puglia Sardegna entrano in zona gialla da lunedì prossimo. Nessun cambio di colore, quindi, per Emilia Romagna, Marche e Veneto che restano tutte in zona gialla. Queste sono le ordinanze firmate in serata dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

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Zona gialla, zona arancione e zona rossa: le regole attuali
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Colori delle regioni, verso la rivoluzione

Ma i parametri per il cambio di colore stanno per essere rivoluzionati: dopo il pressing dei Governatori, c'è stato un incontro con il Governo. L'idea è quella modificare significativamente il sistema, valutando i casi Covid soltanto tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia e, dunque, senza includere gli asintomatici ricoverati per altre patologie. È questa - a quanto si apprende - una delle ipotesi emerse al tavolo a cui hanno partecipato tecnici del ministero della Salute - tra questi il direttore Generale della Prevenzione, Giovanni Rezza, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli - e quelli delle Regioni, oggi riuniti per un primo incontro.

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Se questa linea dovesse passare, cambierebbe radicalmente il quadro e il riconteggio delle percentuali di occupazione dei letti negli ospedali scenderebbe drasticamente. E i cambi di colore diventerebbero molto meno frequenti anche in questa fase di picco dell'ondata di Omicron. Va considerato, poi, che le nuove regole sull'uso del super green pass e del green pass booster hanno reso quasi inutili le regole regionali. E proprio oggi è stata varata la nuova stretta sui negozi che si possono frequentare anche senza certificato verde.

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Rt Italia in discesa

Dai dati del monitoraggio l'Rt Italia sui casi sintomatici scende a 1,31. Stabile al 17,3% l'occupazione delle Terapie intensive a livello nazionale mentre sale quello in aree mediche che arriva al 31,6%.  

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Rt Italia sui casi sintomatici a 1,31 

Nel periodo 22 dicembre 2021 - 4 gennaio 2022, l`Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31 (range 1,00 - 1,83), in diminuzione rispetto alla settimana precedente (era a 1,56) ma ancora al di sopra della soglia epidemica. E' quanto emerge dai dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia di Ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità.

Stabile l'incidenza e Terapie intensive a livello nazionale

Nel documento del monitoraggio della Cabina di regia Iss-ministero della Salute sul Covid-19 si legge inoltre che l'incidenza settimanale a livello nazionale si è stabilizzata: 2.011 ogni 100.000 abitanti (14/01/2022 -20/01/2021) contro 1.988 ogni 100.000 abitanti(07/01/2022 -13/01/2021). 

Stabile anche il tasso di occupazione in terapia intensiva che è al 17,3%. Mentre il tasso di occupazione in aree mediche sempre a livello nazionale sale al 31,6%  (contro il 27,1% della rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 13 gennaio). 

Marche prime per occupazione delle Terapie intensive

La maggiore occupazione dei posti letto per pazienti Covid nelle terapie intensive si registra invece nella Marche (al 23,9%), seguita dal Friuli Venezia Giulia (al 22,9%) e dal Piemonte (al 22,8%) secondo quanto emerge dai dati della scheda sugli indicatori decisionali che accompagna il monitoraggio settimanale dell' Iss e ministero della Salute. Mentre il maggior tasso di occupazione dei posti letto per pazienti Covid nei reparti di area medica si registra questa settimana in Valle d'Aosta (al 54,5%); seguono la Calabria (al 40,1%) e la Liguria (al 39,7%).

Emilia Romagna terza per incidenza 

Emilia Romagna prima per incidenza dei casi in Italia con con 2.797,2 contro 2.783,7 di 7 giorni fa. Il triste primato va a Bolzano che registra il valore più alto pari 3.468,7 (in crescita rispetto a 2.538 della scorsa settimana) a fronte del valore nazionale di 2.011 (periodo 14-20 gennaio). Segue Trento con 2.797,2 (in crescita rispetto a 2.715,9 della scorsa settimana). Il valore più basso è in Sardegna con 594,6 anche questo in crescita rispetto a 553,7 della settimana precedente.

Sileri: "Modello Emilia Romagna per il cambio regole"

"La rimodulazione delle regole? Arriverà tra circa un mese e lo dico come medico osservando il Regno Unito, che però ha sbagliato a togliere le mascherine. Guardiamo però a questo Paese per il calo dei contagi e quindi per la curva che si sta raffreddando". Parole di Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, questa mattina al programma tv 'Mattino 5'. In ballo c'è l'ipotesi di un cambio della quarantena per le persone asintomatiche, in special modo per la scuola.

"Si può inoltre pensare - aggiunge Sileri - ad una semplificazione sulla falsariga del progetto sperimentale di Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna, che ha previsto il tampone fai da te. Significa rendere la vita più semplice alle persone asintomatiche, e un analogo discorso si può fare per il green pass - propone Sileri - un esempio sarebbe normalizzare il processo di vaccinazione in ragione di chi ha contratto il Covid in attesa della terza dose".

Per la scuola, "con il crescere della vaccinazione, sarà possibile quindi cambiare le misure e le regole. C'è da dire che la malattia colpisce anche i bambini, la fragilità dei piccoli esiste anche se in forma più limitata. A qualche settimana da oggi, però, potrà e dovrà esser fatta qualche modifica alle regole" conclude il sottosegretario.

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Sardegna e Puglia in zona gialla

Puglia Sardegna da lunedì 24 gennaio entreranno in zona gialla. L'ufficializzazione è stata appena comunicata dal Ministero della Salute: decisiva l'impennata dei ricoveri nell'ultima settimana.

Zona arancione per Abruzzo, Piemente, Friuli e Sicilia

Entrano dunque nella fascia intermedia anche Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia che vanno ad aggiungersi alla Valle d'Aosta. "Nonostante tutti gli sforzi fatti i reparti di terapia intensiva sono pieni di persone non vaccinate che ci spingono verso questo colore", è stato il commento del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

Salve per qualche decimale, dunque, le Marche (19,92% nelle terapie intensive e 29,5% nelle aree mediche) che però - a meno di cambio radicale delle regole - rischiano grosso la prossima settima. Lo stesso governatore Acquaroli è ormai è rassegnato: "O questo lunedì o il prossimo passiamo in zona arancione", allarga le braccia.

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Al sicuro, invece l'Emilia Romagna (17% e 27%) e Veneto (18% e 26%) che resteranno quindi in zona gialla.

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Zona rossa ancora deserta

Rischio lockdown evitato per la Valle d'Aosta che ha un grave problema di ricoveri di pazienti covid nei reparti di area medica, sono più delle metà dei pazienti negli ospedali (55%, con trend in aumento). La regione guidata da Erik Lavevaz ha dunque vinto la sua battaglia e restarà in zona arancione.

I governatori: eliminare zona gialla e arancione

"È necessario cambiare i parametri di una pandemia che cambia", è il grido del presidente della Regione Fvg e della Conferenza Regioni, Massimiliano Fedriga. "La zona gialla e arancione sono da eliminare, superate dai decreti messi in campo e penso anche che dobbiamo cambiare modo di approcciare alla pandemia". Fedriga fa appello al "buonsenso": pensare di "affrontare la pandemia come due anni fa sarebbe un fallimento. Vanno protetti gli ospedali e convinte le persone a vaccinarsi. Non sprechiamo la preziosissima forza lavoro sanitaria per fare dei tamponi inutili"

Unanime anche l'idea di rivedere il conteggio dei casi non calcolando gli asintomatici. Una delle considerazioni dei presidenti di Regione, a quanto si apprende, è che con il nuovo scenario non ci siano sostanziali differenze tra zona bianca, gialla e arancione.

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