Ancona, 5 aprile 2021 - Le nuove regole della zona arancione assicurano piena libertà di movimento all’interno del proprio comune (senza autocertificazione). Consentite anche le visite, una volta al giorno, ad amici e parenti, però al massimo in due persone (esclusi dal computo i figli under 14). 

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Aperti tutti i negozi (restrizioni solo per i centri commerciali nei weekend), così come bar e ristoranti seppur in modalità asporto. Infine tutti i ragazzi fino alla terza media potranno tornare a scuola in presenza. Superiori in aula tra il 50 e il 75%.

Spostamenti: coprifuoco e si resta nel comune

Per quanto riguarda gli spostamenti, anche in zona arancione sarà in vigore il coprifuoco, a cui ormai abbiamo fatto l’abitudine, dalle 22 alle 5 del giorno successivo. Inoltre sono vietati gli spostamenti fuori dal proprio Comune (e dalla regione) se non per motivi di necessità, lavoro e salute, oltre che per il rientro ai luoghi di residenza, domicilio o abitazioni. Per i piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, sarà possibile muoversi in un raggio di 30 chilometri ma con il divieto di recarsi nei capoluoghi di provincia. Per fare un esempio, un cittadino di Acquasanta potrà andare a Force ma non ad Ascoli. Per quanto riguarda gli spostamenti verso le abitazioni private, questi saranno possibili una sola volta al giorno e solo all’interno del territorio comunale, tra le 5 e le 22. All’interno della casa potranno esserci un massimo di due persone, oltre a quelle conviventi che si trovano nel luogo di destinazione. Coloro che si spostano potranno portare i figli minori di 14 anni e le persone disabili, o non autosufficienti, che convivono con loro.

Bar, ristoranti e negozi

Bar e ristoranti potranno continuare a lavorare soltanto attraverso la consegna a domicilio (senza limitazioni) e con l’asporto (fino alle 22, con divieto di consumazione sul posto). Discorso leggermente diverso per bar e altri esercizi privi di cucina, per i quali l’asporto è consentito fino alle 18. Riaprono i battenti gli esercizi commerciali al dettaglio, nel rispetto dei protocolli. All’interno dei centri commerciali, nelle giornate festive e prefestive, resteranno chiusi i vari negozi ad eccezione di punti vendita di generi alimentari, agricoli e florovivaistici, delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, tabacchi, edicole e librerie. 

Parrucchieri ed estetisti

Tornano al lavoro anche estetisti e parrucchieri: mentre in precedenza era stata garantita l’apertura di queste attività anche in zona rossa, il precedente Dpcm ne aveva imposto la chiusura. Un fatto che aveva fatto scattare la protesta della categoria, messa a dura prova anche dal dilagare dell’abusivismo nelle settimane di stop e dai conseguenti rischi anche sul fronte del contagio. Adesso il ritorno in arancione permetterà di riprendere l’attività ad estetisti e parrucchieri, che dopo un periodo piuttosto lungo di inattività avranno sicuramente molte richieste anche considerando il prossimo arrivo della bella stagione.

Sport, via libera per alcuni centri

Si allargano le maglie anche per gli sportivi: a bicicletta e jogging si aggiungono le riaperture dei centri che offrono sport individuali come il tennis, il golf o il padel. Si può andare in centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base. In questi circoli, però, viene vietato l’uso degli spogliatoi. Chiusi palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali, che però possono erogare le prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e le attività riabilitative o terapeutiche.

Scuola: dai nidi alle medie, niente Dad

La grande novità delle zona arancione, che scatta in contemporanea con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm, riguarda la scuola. Infatti, dopo settimane in cui i ragazzi sono rimasti a casa per seguire le lezioni con la didattica a distanza, ecco che il combinato disposto dal decreto e dalla zona arancione permetterà a tutti gli studenti di tornare sui banchi, seppur con alcune piccole differenziazioni. Infatti per i nidi, scuole dell’infanzia, primaria e medie si tornerà in presenza a tutti gli effetti, mentre per le Superiori (come deciso ieri nel tavolo con Ufficio scolastico regionale, Regione, Anci, Upi Marche), le porte delle aule si apriranno per una percentuale di studenti del 50%. Si tratta del vero grande cambiamento di aprile e la speranza è che l’andamento della curva epidemiologica possa permettere di mantenere aperte le scuole fino alla fine dell’anno scolastico, all’inizio di giugno; considerando che per tutto aprile non sono previste zone gialle, ma solo rosse a arancioni, sarà importante evitare di ‘retrocedere’ al rosso, dove le lezioni sono previsti in presenza soltanto fino alla prima media. 

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