Rimini, 28 febbraio 2021 - Arancioni scuri per non tornare rossi. Dopo Bologna, Imola e alcuni comuni del Ravennate, da martedì scatteranno restrizioni più rigide in tutta la Romagna. Si salvano solo Forlì e alcuni comuni limitrofi, non la zona del Cesenate. Numeri alla mano è qui e nel Riminese che sono aumentati di più i contagi, anche per effetto della ’variante inglese’.

Focus Zone arancione scuro Emilia Romagna: restrizioni dove e quando

Tra il 12 e il 25 febbraio in Romagna sono stati diagnosticati 6mila nuovi positivi, di cui 2.143 a Rimini, altri 1.750 a Ravenna, 1.311 a Cesena, 773 a Forlì. Alcuni comuni del Ravennate, Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme, erano già passati alla zona arancione scuro da giovedì. Ora tocca a tutti gli altri.

La decisione è maturata dopo il vertice di ieri tra la Regione, i sindaci e l’Ausl della Romagna. Scelta "difficile e sofferta, ma condivisa – assicurano il governatore Stefano Bonaccini e l’assessore alla Sanità Raffaele Donini – Abbiamo il dovere di ascoltare le autorità sanitarie e fare di tutto per fermare la ripresa del contagio, più veloce a causa delle nuove varianti e in grado di colpire maggiormente i giovani e i giovanissimi". Si cerca di ridurre gli effetti "di una situazione preoccupante che stiamo osservando da settimane", conferma Tiziano Carradori, direttore generale dell’Ausl Romagna. Pesa l’effetto ’variante inglese’ presente nel 50% dei nuovi casi con punte più alte nel Ravennate e nel Riminese. E in 6 distretti sanitari (su 8) della Romagna "abbiamo più di 500 casi ogni 100mila abitanti". Si è arrivati a 775 nel distretto del Rubicone, provincia di Forlì-Cesena, a 729 in quello di Riccione e della zona sud della provincia di Rimini. Si è abbassata l’età media dei positivi e si rischia di arrivare a 550 malati Covid negli ospedali della Romagna, contro gli attuali 400.

Da qui la decisione: dal 2 marzo e fino al 15 la Romagna, fatta eccezione per Forlì e comuni limitrofi, sarà arancione scuro. Non si potrà uscire dal proprio comune (anche se con meno di 5mila abitanti), se non per motivi di lavoro, di salute o di stretta necessità. Escluse la possibilità di visitare le visite a familiari e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio comune, e di recarsi nelle seconde case. Scatta la didattica a distanza al 100 per 100 in tutte le scuole, università compresa, tranne asili nido e scuole per l’infanzia. Stop alle competizioni e agli eventi sportivi, l’attività motoria è consentita solo in prossimità di casa.

"Una scelta sofferta, in particolare per la scuola – dice il sindaco di Rimini Andrea Gnassi – Ora va accelerata la campagna vaccinale. Stessa cosa vale per i ristori: chiusure e restrizioni saranno sempre meno comprese se non accompagnati da risposte adeguate". "Una scelta cautelativa", gli fa eco Michele de Pascale, primo cittadino di Ravenna, dove la a situazione è migliore rispetto a Rimini. Ma "ora – dicono lui ed Enzo Lattuca, sindaco di Cesena – servono congedi parentali per i genitori" per seguire i figli con la didattica a distanza. Fuori dal coro il sindaco di Riccione Renata Tosi: "Non è giusto chiudere anche la provincia di Rimini, la situazione negli ospedali non evidenzia oggi particolari sofferenze". Di fronte a questi sacrifici "bisogna mettere sul piatto più vaccini per una campagna a tappeto. Altrimenti arancione scuro o rosso non farà alcuna differenza, e peggioreranno solo i disagi delle famiglie e dei lavoratori".

Le regole della zona arancione scuro

Spostamenti

Sono vietati gli spostamenti da un comune all'altro. Non ci si può muovere neanche all'interno del territorio di residenza, salvo che per comprovati motivi: salute, lavoro e necessità (ad esempio per fare la spesa).

Tuttavia, è sempre consentito tornare a casa, domicilio o residenza che sia.

Il transito sui territori dei comuni è consentito qualora necessario a raggiungere zone non soggette a restrizioni analoghe o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi della vigente normativa nazionale.

Non sono consentiti gli spostamenti verso altre abitazioni private, né quelli in uscita dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti (previsti e disciplinati dall’art. 2 del decreto-legge n. 15 del 23 febbraio 2021).

Sport

Sono sospese tutte le attività sportive di base e l'attività motoria in genere anche se svolte all’aperto nei centri e circoli sportivi, pubblici e privati.

È possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di mascherina; è possibile anche fare attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale.

Musei e luoghi della cultura

Sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica.

Scuola e Università

La scuola dell'infanzia prosegue in presenza. Tutte le altre attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.

Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

È sospesa la frequenza delle attività formative e curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, fermo in ogni caso il proseguimento di tali attività a distanza.