Bologna, 31 gennaio 2021 – Zona gialla confermato anche per Emilia-Romagna, Marche e Veneto. Si parte lunedì 1 febbraio: una decisione comunicata im serata che ha creato non poco scontento, soprattutto tra i ristoratori che avevano già rifornito la cucina per aprire domani a pranzo. Intanto, però, cambiaranno le regole per spostamenti, bar, ristoranti e anche per i musei che potranno finalmente tornare a riaprire. Soddisfatti tutti i governatori di Regione, che però invitano i cittadini a non abbassare la guardia, mantenendo le precauzioni e osservando le norme anti-Covid.

Bollettino Covid del 31 gennaio: dati in diretta in Emilia Romagna - Spostamenti e zona gialla: cosa c'è da sapere

Zona gialla: fino a quando lo decidono i parametri

Coronavirus Italia, bollettino e contagi Covid di oggi 30 gennaio. Dati regioni

Stefano Bonaccini dell’Emilia-Romagna, annuncia il cambio di colore, dopo la conferma del ministro della Salute, Roberto Speranza “premiati sforzi e sacrifici di queste settimane da parte di cittadini, attività economiche, comunità locali". Ma chiede di continuare a dimostrare responsabilità, “per proseguire l’azione di contrasto del contagio – prosegue nel post – e difendere gli spazi che ci stiamo conquistando. Proseguiamo una battaglia che si vince insieme".

Il presidente delle Marche, Francesco Acquaroli, temeva nella riconferma dell’arancione, ma “fortunatamente c’è stata una presa d’atto delle condizioni generali di miglioramento dell’intera situazione. Sono molto contento, soprattutto per i nostri lavoratori. Ma questo non significa che da lunedì ci sarà uno sciogliete le righe".

Richiesta di responsabilità anche da parte di Luca Zaia del Veneto: “Le zone non sono un gioco a premi dove si vince o si perde”, ha detto. “Il ritorno in area gialla va vissuto da ognuno di noi con responsabilità, evitando gli assembramenti, indossando in modo maniacale la mascherina e igienizzando con grande frequenza le mani, perché in un battibaleno lo scenario potrebbe cambiare in arancio o in rosso, e quindi portare a nuove chiusure".

Zana gialla, ma fino a quando?

Si resterà nella fascia con meno restrizioni almeno fino alla prossima settimana: venerdì prossimo ci sarà, infatti, il nuovo esame dei parametri che potrebbe cambiare - ancora un volta - le arte (e i colori) in tavola. Vediamo nel dettaglio quali sono i risultati del monitoraggio della settimana dal 18 al 24 gennaio, che hanno consentito il ritorno in fascia gialla e danno un'idea precisa dell'andamento della curva pandemica in Emilia Romagna, Marche e Veneto.

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Emilia-Romagna

In maniera simile alla settimana scorsa, i dati dell’ultimo monitoraggio (dal 18 al 24 gennaio) confermano il calo di tutti i parametri sanitari dell’Emilia-Romagna. I nuovi casi settimanali sono 7.650, contro i 9.051 e i 12.715 delle rispettive settimane precedenti. Bene anche l’incidenza settimanale (quanti contagiati ci sono ogni 100mila abitanti) che da 202 è passata a 171.

L’indice Rt continua a percorrere la sua strada del ribasso. Due settimane fa era salito a 1.15, mentre l’ultimo monitoraggio lo porta a 0.77, dopo che la settimana prima era finalmente sceso sotto l’1 (0.97).

Meglio anche le terapie intensive, nonostante riportino percentuali di occupazione dei posti letto leggermente sopra la media nazionale. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, al 27 gennaio le terapie intensive sono piene al 28% (un punto percentuale sopra il livello nazionale); gli altri reparti Covid lo sono al 37% (in Italia la media è del 33%).

Sono comunque dati al di sotto delle soglie di allarme e sono in ribasso rispetto alle settimane precedenti. Le terapie intensive scendono da una media del 30%, i reparti non critici la settimana precedente avevano un’occupazione del 41% (le settimane prima ancora del 44%).

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Per questo motivo tutte le valutazioni sanitarie della Regione sono basse, sia quella sulla probabilità di diffusione del virus (che misura l’aumento dei casi, dell’indice Rt e del numero di focolai) sia la classificazione complessiva di rischio, così come la valutazione di impatto (che valuta le percentuali di occupazione dei posti letto).

Per tutte queste ragioni, come avevamo previsto la settimana scorsa, da lunedì 1 febbraio, l’Emilia-Romagna tornerà gialla.

Marche

Anche i dati delle Marche sono in calo, ma rispetto all’Emilia-Romagna la situazione è diversa e rimane qualche allerta. La valutazione d’impatto sull’occupazione ospedaliera dei posti letto, infatti, rimane alta. Un valore invariato nelle ultime quattro settimane. E il motivo è uno solo: le percentuali di occupazione sono sopra le soglie di allerta. Le terapie intensive, secondo i dati del 27 gennaio, sono al 31% (in calo dal 33% della settimana prima), ma se la soglia per entrare in zona gialla è il 30%, tutto sommato l’allerta non è elevata. I reparti Covid non critici, invece, sono saturi al 47%. La soglia di allerta è il 40%.

Per questo anche la valutazione complessiva di rischio rimane moderata. La valutazione di probabilità di diffusione, che guarda all’Rt e all’aumento dei casi settimanali, invece è bassa. L’Rt scende da 0.98 a 0.88, ma rimane sopra l’indice nazionale che è a 0.84 e ci sono stati 2.487 nuovi casi settimanali. Il numero delle nuove persone contagiate è in calo, ma non troppo: la settimana prima ce n’erano state 2.621, 3.228 a metà gennaio. Buona l’incidenza settimanale (quanti contagiati ogni 100mila abitanti) che da 172.62 scende a 164.41.

Nonostante i dati ospedalieri siano sopra la media nazionale, non sono comunque dati da allerta grave e registrano un lieve calo. Il colore giallo è stato così confermato anche per le Marche.

Veneto

Il monitoraggio del Veneto è molto simile a quello dell’Emilia-Romagna. Dopo che le due regioni si sono scambiate i posti nel corso di gennaio, con la seconda che aveva preso il posto del primo in 'pole position' con dati critici e un Rt elevato, ora il panorama è stabilmente in calo per entrambe.

L’indice Rt del Veneto continua ad abbassarsi: è passato da 0.81 a 0.61, rivelandosi migliore dell’Rt nazionale che si ferma a 0.84. Al di sotto della media nazionale anche le percentuali di occupazione ospedaliere. Secondo i dati del 27 gennaio, le terapie intensive sono occupate al 26% (scendendo dal 32% della settimana prima e un punto percentuale sotto i dati italiani); gli altri reparti Covid, invece, calano dal 35% al 29%, quando la media nazionale è del 33%.

L’incidenza passa da 201 a 156. I casi settimanali da 9.881 a 7.658. Ricordiamo che da inizio gennaio fino a metà mese, i nuovi contagi ballavano tra i 17mila e i 22mila. Gli indici di valutazione sono tutti bassi, come per l’Emilia-Romagna. Ben confermato il giallo anche per il Veneto.