Bologna, 16 novembre 2021 - Con la crescita dei parametri che caratterizza questa quarta ondata di Covid anche in Emilia Romagna, oltre che in Veneto e nelle Marche, è inevitabile che il pensiero corra al prossimo Natale. Ci saranno nuove restrizioni o riusciremo a rimanere 'aperti' e più sereni? L'incubo dell'orribile Natale 2020, tutto in rosso, non è facile da dimenticare. Qualche avvisaglia si respira: Monaco di Baviera ha cancellato i tradizionali  mercatini di Natale e anche in Alto Adige, già bianco di neve, stagione sciistica e mercatini sono 'sorvegliati speciali'.

Mercatino di Natale a Rimini, foto generica

Al momento è difficile fare previsioni: di possibili tagli alla durata di green pass e tamponi, ad esempio, si parlerà a dicembre. Ma già ora sul fronte trasporti le cose sono cambiate, con restrizioni maggiori: ad esempio la possibilità di fermare il treno se a bordo c'è una persona con sintomi; controlli del green pass prima della salita sui bus, limite di due passeggeri sui taxi. 

Su tutto aleggia poi il "modello Austria", ovvero la decisione dei cugini d'oltralpe di mettere in lockdown solo i non vaccinati. Un'idea che non dispiace al governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il primo a sdoganare almeno l'ipotesi di prenderla in considerazione. Su una simile linea il presidente del Friuli Massimiliano Fedriga, che propone "Regole della zona gialla solo per chi non è immunizzato".  Da parte sua Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa invita all'ottimismo e a "guardare con fiducia alle prossime settimane: gli italiani si sono in gran parte vaccinati, negli ospedali la situazione è sotto controllo". Il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli la mette così: l'esenzione dalle restrizioni per i vaccinati ''è una delle ipotesi su cui si lavora - ha detto a Porta a porta - Noi siamo favorevoli a tutte le misure che ci aiutano ad abbassare i contagi, ad affrontare questa pandemia non tornando con le terapie intensive chiuse''. 

Dati Covid Emilia Romagna: quanto dista la zona gialla

Lockdown per non vaccinati: il sondaggio

Secondo un sondaggio Emg-Different per Adnkronos, la maggior parte degli italiani guarda con favore a nuove misure che possano contenere il contagio da Covid, in vista del periodo natalizio. Ebbene, 6 italiani su 10 dicono sì a nuove restrizioni, mentre il 70% è favorevole al lockdown per i non vaccinati. 
Al momento, il governo esclude misure drastiche in vista del Natale, ma alla domanda "di fronte all'aumentare dei contagi lei sarebbe favorevole a nuove restrizioni?", quasi sei italiani su dieci, il 57% risponde sì, il 35% è contrario (l'8% preferisce non rispondere). Tra i favorevoli a nuove restrizioni, prevalgono gli uomini (62%) sulle donne (53%). 
Molto diversificata la risposta per classi d'età: tra chi dice sì a nuove misure, il 71% è over 55; il 58% è under 35; il 41% ha tra i 35 e i 54 anni. Articolata anche la risposta analizzata per aree geografiche. Tra i favorevoli, al Sud il 69%, al Centro il 68%, al Nordovest il 58%, al Nordest il 45%, nelle Isole il 41%.

Zona gialla, la situazione in Veneto Marche Emilia Romagna

L'Associazione italiana di epidemiologia rileva una "significativa accelerazione della diffusione" del virus che nel giro di 14 giorni potrebbe portare 5 regioni (Alto Adige, Molise, Friuli, Valle d'Aosta e Veneto) a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 (Liguria, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia, Campania) sopra 150 casi per 100.000. 

Zaia: rispettare le regole

"Non rischiamo, ma se continua così prima di Natale potremmo avere un cambio di colore, oltre al giallo". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia a Radio Cortina tornando sul tema dell'aumento dei contagi in Veneto.  "Stiamo sprecando tutto il lavoro fatto - ha aggiunto il governatore - perché non si rispettano le regole. Se evitassimo di andare negli assembramenti senza mascherina daremmo un contributo ad evitare i contagi. Non sto parlando solo delle manifestazioni e delle proteste ma di tutti coloro che credono sia finita". 

Green pass breve

Il coordinatore del Cts Franco Locatelli spiega che "verrà fatta una riflessione alla luce delle evidenze che, dopo i 6 mesi dalla vaccinazione, c'è una riduzione della protezione rispetto al rischio di essere contagiati e, quindi, di diventare contagianti ma, al momento, non vi è nulla di deciso".
Il premier  Draghi e i ministri faranno il punto all'inizio di dicembre, guardando alla situazione epidemiologica aggiornata e tenendo conto del parere degli scienziati, anche se la decisione sarà poi politica. Gli esperti, ad esempio, segnalano da tempo l'inattendibilità dei tamponi antigenici e, dunque, la scarsa validità dei pass ottenuti in questo modo. Appare però complicato limitare il rilascio del certificato soltanto a vaccinati e guariti. 
Si può invece intervenire sulla durata del pass, ora di 12 mesi, tagliandolo a 9. È la misura più probabile, mentre sul tavolo c'è anche la diminuzione della validità del tampone da 72 a 48 ore. 

La spinta sui vaccini e terza dose

In attesa di decisioni su pass e tamponi, c'è la spinta sui vaccini. Dall'1 dicembre anche la fascia 40-59 potrà ricorrervi, con la possibilità di coinvolgere poi gli under 40. A breve obbligo del 'booster' per sanitari e personale delle Rsa. 
Sono 45 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale (il 76,7% della popolazione), ma col passare del tempo aumentano gli italiani che rimangono 'scoperti' dopo sei mesi dall'ultima puntura; da qui l'insistenza sulle terze dosi, che hanno superato oggi quota tre milioni (il 5% della popolazione) e dovranno accelerare per contenere i contagi, con il tasso di positività salito al 2,1% (5.144 hanno contratto il virus e 44 sono morti nelle ultime 24 ore).