Roma, 16 aprile 2021 - La zona gialla torna, a grande richiesta, in anticipo. Da lunedì 26 aprile la fascia con minori restrizioni sarà di nuovo 'occupabile' dalle regioni con incidenza, indice Rt e campagna vaccinale in regola. Determinante, dunque, sarà il monitoraggio della prossima settimana, quello di venerdì 23 aprile. Secondo i dati del monitoraggio di oggi, sono 16 le regioni che avrebbero le carte in regola. Emilia Romagna, Marche e Veneto sono nella lista (ma bisogna vedere se ci resteranno).

Cosa riapre il 26 aprile

C'è "un calendario per le riaperture. Una data chiave è quella del 26 di aprile che è la data in cui ripristiniamo le zone gialle - spiega il ministro alla Salute, Roberto Speranza -, con una differenza importante che riguarda la necessità di investire sul fronte degli spazi aperti". Riaprono quindi ristoranti a pranzo e cena, ma soltanto all'aperto. Ritornano gli sport sempre se all'aperto. Riaprono musei, teatri, cinema e ripartono gli spettacoli con limitazioni della capienza

Altra importante novità rigurda la scuola: in zona gialla e arancione, le lezioni tornano in presenza per tutti gli studenti, dal nido all'università. In zona rossa tornano sui banchi i ragazzi fino alla terza media compresa e alle superiori al 50%.

Torna la possiiblità di spostamento tra regioni in zona gialla, nelle altre fasce si pensa a un pass che attesti uno di questi tre requisiti: vaccinazione, guarigione dal covid o test negativo effettuato in un arco temporale da definire. Resta però, almeno per ora, il coprifuoco dalle 22.

Cosa riapre il 15 maggio

Da sabato 15 maggio via libera alle piscine all'aperto e alle attività balneari

Cosa riapre l'1 giugno

Da martedì 1 giugno tornano alcune attività nelle palestre, anche al chiuso. E anche i ristoranti al chiuso, ma solo a pranzo.

Cosa riapre l'1 luglio

Via libera a fiere e congressi con nuove linee guida. Dal 1° luglio stabilimenti termali e parchi tematici con nuove linee guida.

Sono misure che in parte recipiscono le richieste contenute nel documento presentato dalla Conferenza delle regioni.

Gimbe: i dati in Emilia Romagna, Marche e Veneto 

Solo il Veneto rimane sotto la media nazionale (39%) e la soglia critica (30%) per quanto riguarda l'occupazione di posti letto in terapia intensiva con il 27%. a dirlo è il consueto report fornito dalla Fondazione Gimbe nella settimana che va da 7 al 13 aprile. In Emilia Romagna la situazione (seppur in calo) è ancora critica con il 44% di posti occupati che la pone al 6° posto tra le regioni ma ancor peggiore è la situazione nelle Marche che arriva al 51% di occupazione di posti letto ponendola seconda solo alla Lombardia.  Veneto, Marche ed Emilia Romagna sono invece ben oltre la media nazionale (6,8%) per percentuale di popolazione che ha completato il  il ciclo vaccinale: fra tutte la più 'virtuosa' risulta l'Emilia Romagna con il 7,9% seguita da Marche (7,2%) e Veneto (6,9%).  In Emilia Romagna calano del 28,9% rispetto alla settimana precedente i nuovi contagi e migliora anche l'indicatore relativo ai casi attualmente positivi ogni 100.000 abitanti (1.455 contro i 1588 della settimana precedente). Anche nelle Marche calano del 17,1% i nuovi contagi e segno negativo anche in Veneto con il 28,5% in meno di nuovi positivi.  

Il ministro Speranza: "Road map di allentamento graduale"

Dai dati del contagio e da quelli relativi alla campagna vaccinale dipenderà il calendario del governo per le riaperture di ristoranti, palestre e teatri.  "Abbiamo il dovere di costruire una 'road map' di allentamento graduale delle restrizioni che, voglio ricordarlo, sono sempre state approvate all'unanimità in consiglio dei ministri. Vogliamo dare certezze agli italiani e consentire a tutti una stagione nuova, ma in sicurezza, come ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi, senza mettere a repentaglio la salute e senza compiere scelte azzardate che ci riporterebbero, in tempi brevi, a nuove chiusure". Il ministro Speranza nella sua informativa di ieri alla Camera non ha usato mezzi termini: "A chi ci dice che abbiamo adottato misure troppo severe ricordo che dopo 4 settimane di queste, le terapie intensive sono ancora al 41% di occupazione. Sui vaccini poi, l'Italia continuerà a comprarli con l'Unione Europea: ci sono stati ritardi ed errori nella negoziazione. Ma una guerra di tutti contro tutti avrebbe prodotto uno scenario disastroso". E sul Johnson&Johnson il ministro ha auspicato di arrivare in fretta a un chiarimento per poterlo usare così come su Astrazeneca ne ha rimarcato la sicurezza. 

Riaperture e linee guida: incontro Regioni - Governo 

Ieri si è tenuto il vertice tra Regioni e Governo per fissare le linee guida sulle riaperture di maggio. Il diktat è stato solo uno: privilegiare spazi all'aperto e distanze di almeno 2 metri al chiuso per quanto riguarda il settore della ristorazione, possibilità di aprire anche in zone ad alto rischio se vaccinati o con screening periodico o con tampone negativo effettuato nelle 48 ore antecedenti l'ingresso nel caso di cinema e spettacoli dal vivo. 

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Linee guida delle Regioni valide anche nelle zone rosse 

Le misure per ristorazione, palestre e piscine e cinema e spettacoli dal vivo, possono essere applicate anche nelle zone rosse. Lo prevede la bozza delle linee guida delle Regioni. Le misure indicate per ristoranti e palestre, si legge infatti, "possono consentire il mantenimento dell'attività anche in scenari epidemiologici ad alto rischio" purché associate a "screening periodico del personale non vaccinato". Per cinema e spettacoli dal vivo, le misure si mantengono in scenari a "basso medio e alto rischio" se integrate con tamponi all'ingresso, test negativi effettuati nelle ultime 48 ore, completamento della vaccinazione.

La bozza in Pdf

Bar e ristoranti

''Le misure -  si legge nella bozza che le Regioni hanno presentato al Governo - se rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena''. Inoltre, si sottolinea nel documento, le misure ''possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato''. Le linee guida, si precisa nella bozza, si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande come ''ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie'' anche se collocati nell'ambito delle attività ricettive, all'interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali e per ''l'attività di catering''.

Negli esercizi di ristorazione che prevedono posti a sedere non si consuma al banco dopo le 14. Nei locali al chiuso vanno rispettati i due metri di distanza, all'aperto si riduce a un metro: in entrambi i casi va tenuta la mascherina quando non si è seduti. E' quanto prevede prevede la bozza delle linee guida per la riapertura presentate dalle Regioni. Tra le altre misure, la consultazione online del menu, il contingentamento degli ingressi in modo che la capienza del locale assicuri il mantenimento di almeno due metri di distanza. La distanza di almeno due metri tra i clienti è prevista anche al banco.

Tornano i buffet e le partite a briscola

"Sono consentite le attività ludiche che prevedono l'utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra giocatori dello stesso tavolo e almeno 2 metri tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi". E' quanto prevedono le linee guida per le riaperture contenute nella bozza predisposta dalle Regioni, nel capitolo relativo ai ristoranti e bar. E fanno la loro ricomparsa anche i buffet, anche se con regole che modificano quelli tradizionali. Si legge infatti nella bozza: "E' possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l'obbligo del mantenimento della distanza e l'obbligo dell'utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l'accesso al buffet".

Cinema e teatri

Informare gli utenti delle misure di prevenzione, riorganizzare gli spazi per evitare assembramenti, privilegiare prenotazione online, mascherina dall'inizio alla fine a meno che il distanziamento tra i posti a sedere non sia di due metri. Sono alcune delle misure per la riapertura dei cinema e dei luoghi per lo spettacolo dal vivo contenute nella bozza con le linee guida delle Regioni. Almeno un metro di distanza, frontale o laterale, tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. E' quanto prevede la bozza delle linee guida per la riapertura delle attività. Dalle misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi.

Palestre 

Nelle palestre previsti due metri di distanza, anche in doccia. Questo il sunto delle nuove misure per le riaperture delle palestre che dicono però no allo sport da contatto fisico. Secondo il protocollo studiato dalle Regioni bisognerà regolamentare l'accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che in quel momento non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l'attività fisica. Bisognerà inoltre assicurare almeno due metri di distanza tra le persone negli spogliatoi e nelle docce.