Bologna, 7 marzo 2021 – Gli scenari della pandemia cambiano velocemente di settimana in settimana e anche per Emilia-Romagna e Veneto la situazione peggiora. Il panorama dell'Emilia-Romagna è quanto mai variegato, visto che è tinta sia di arancione che arancione scuro, ma anche di rosso. Il Veneto passa dal giallo all’arancione. Le uniche a non cambiare colore sono le Marche che rimangono arancioni dopo il cambio colore dell’1 marzo.

L'aggiornamento Covid , bollettino del 7 marzo: dati Italia e Emilia Romagna 

In seguito ai dati dell’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute, l’Emilia-Romagna sarebbe dovuta rimanere arancione, ma il presidente Bonaccini ha deciso il rosso per tutta la Romagna, inclusa Forlì, dopo il passaggio ad arancione scuro il 2 marzo. Quindi rosse le provincie di Bologna, Modena e la Romagna, arancione scuro per Reggio Emilia, arancione ‘normale’ le province di Piacenza, Parma e Ferrara.

Ci sono anche due province marchigiane che sono diventate rosse ieri, in seguito all’ordinanza del governatore Acquaroli: Ancona e Macerata. Le scuole, in più, rimangono chiuse. Si applica la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e le università. Anche la provincia di Pesaro e Urbino potrebbe diventare presto rossa. La Regione ci sta pensando.



La chiusura delle scuole, invece, non arriva ancora in Veneto zona arancione. A livello nazionale, comunque, la situazione è in piena allerta. Il Direttore del Dipartimento di malattie infettive, Gianni Rezza, spiega: "Questa settimana la situazione epidemiologica mostra una tendenza al peggioramento e l'incidenza di casi di Covid-19 cresce a 195 per 100mila abitanti. Anche l'Rt è in salita e si fissa attorno a 1.06. Quindi dopo sette settimane supera di nuovo l'unità".

Analizziamo nel dettaglio il monitoraggio n. 42 dei dati Covid-19, in riferimento alla settimana dal 22 al 28 febbraio.

Emilia-Romagna

Come detto, la situazione dell’Emilia-Romagna è in continuo peggioramento. I nuovi casi da Coronavirus sono stati 15.271, a fronte dei 10.880 della settimana precedente e dei 7/8mila delle settimane prima. L’incidenza supera abbondantemente la soglia di allerta di 250 ogni 100mila abitanti e raggiunge quota 342.08 (era a 243.72 la settimana prima).

L’indice Rt passa da 1.1 a 1.13, ma è comunque superiore all’Rt nazionale che si attesta a 1.06. In salita anche le percentuali di occupazione ospedaliera (dati del 5 marzo) che, dopo cinque settimane in cui si erano collocate sotto le soglie di allerta, tornano sopra. Le terapie intensive passano da 28% a 35% (superando la soglia del 30%, ma anche la media nazionale del 28%). I reparti Covid non critici salgono da 34% a 42% (superata anche qui la soglia del 40% e la media nazionale del 32%).

È per questo inevitabile l’aggravamento dei parametri di valutazione. ‘Alta’ la valutazione di impatto sull’occupazione ospedaliera e ‘alta’ anche la classificazione complessiva di rischio, vista la resilienza territoriale, l’impatto sui sistemi sanitari, ma anche l’alta probabilità di diffusione dell’epidemia. Rimane, invece, ‘moderata’ la probabilità di diffusione, perché l’Rt è salito di poco e non ha raggiunto la soglia più grave di 1.25. È comunque un Rt compatibile con uno scenario di ‘tipo 2’, in cui la trasmissibilità è diffusa e sostenuta.

L’Emilia-Romagna ha tre colori diversi, proprio perché i dati non inducono all'ottimismo. Lo sforzo di dividere la regione in più fasce è stato compiuto con lo scopo di scongiurare la zona rossa per l’intero territorio. Ipotesi di cui si era discusso lungo la settimana. Da vedere ora se l’ipotesi diverrà scelta alla consegna del prossimo monitoraggio.



Marche

Anche l’indice Rt delle Marche supera l’1, dopo almeno otto settimane in cui aveva raggiunto più volte il limite, ma senza superarlo. Secondo l’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute, ora l’Rt è a 1.08, di poco sopra l’Rt nazionale, che è 1.06.

Il passaggio in arancione era già avvenuto l’1 marzo, ma si nota comunque un peggioramento dei dati. Primo tra tutti l’incidenza che supera la soglia di 250 persone contagiate ogni 100mila abitanti. Il valore ufficiale è 265.16. Su anche i nuovi casi settimanali che passano da 2.679 a 4.011.

Continuano a soffrire i reparti ospedalieri. Un dato con cui la Regione ha sempre combattuto, anche quando era in zona gialla. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali del 5 marzo, le terapie intensive sono occupate al 39%, acquistando quattro punti percentuali rispetto alla settimana precedente e avvicinandosi pericolosamente alla soglia del 40% (28% la media nazionale). Massima allerta per gli altri reparti Covid che arrivano al 50%, quando la soglia di allerta è il 40% (32% la media nazionale).

Per questo i criteri di valutazione sono gli stessi dell’Emilia-Romagna. La valutazione di impatto sull’occupazione ospedaliera è ‘alta’, così come la classificazione complessiva di rischio. La probabilità di diffusione rimane ‘moderata’.

L’Rt delle Marche, però, è più basso della regione emiliano-romagnola. Per questo è compatibile con uno scenario di ‘tipo 1’, in cui la trasmissione del virus è localizzata. Questo spiega la decisione di rendere rosse le province di Ancona e Macerata, per mantenere sotto controllo la diffusione del virus.







Veneto

Nel monitoraggio scorso si era notata un’inversione di tendenza dei dati Covid del Veneto. Il monitoraggio della settimana 22-28 febbraio la conferma. In salita tutti i parametri, primo tra tutti l’Rt che anche qui supera l’1: 1.08.

Cresce l’incidenza, ma è ancora molto lontana dai livelli nazionali e di certe altre regioni. Arriva comunque a 151.3, dopo essersi assestata a 112.7 precedentemente. I nuovi casi settimanali, invece, sono stati 7.382, quando la settimana prima erano stati 5.468.

Crescita contenuta delle percentuali di occupazione ospedaliera. Dal 26 febbraio al 5 marzo, il passaggio per le terapie intensive è da 11% a 13% (28% la media nazionale). Per i reparti Covid non critici da 13% a 15% (32% la media nazionale).

Rispetto alla settimana scorsa i parametri di valutazione rimangono circa gli stessi. ‘Bassa’ la valutazione d’impatto, perché la situazione ospedaliera è buona. ‘Moderata’ la valutazione di probabilità che monitora l’aumento dei casi e la salita dell’Rt. Passa da ‘moderata’ a ‘moderata ad alta probabilità di progressione’, invece, la classificazione complessiva di rischio, che guarda alla probabilità di diffusione dell’epidemia.





La crescita dell’Rt ha causato il cambio di colore per il Veneto, che perdurerà fino a quando la crescita dei parametri non verrà fermata.