Bologna, 28 marzo 2021 – I parametri sanitari dell’ultimo monitoraggio Covid sono ancora da zona rossa per Emilia-Romagna, Marche e Veneto. Infatti, il colore delle regioni è stato confermato e in Italia non ci saranno zone gialle almeno fino al 30 aprile. Questa è una delle novità che entreranno in vigore col prossimo decreto del governo Draghi la prossima settimana. L’altro importante aggiornamento riguarda le scuoledopo Pasqua riapriranno tutte le scuole, fino alla prima media, anche in zona rossa.

Per l’allentamento degli altri divieti, invece, ci sarà ancora da aspettare. Per l’Emilia-Romagna, in cui la zona rossa continua e gli ospedali rimangono sotto stress, si ipotizza una revisione delle regole a partire dal 12 aprile. Per le Marche si dovrebbe aspettare almeno fino a Pasquetta, mentre la Regione sta rivedendo il calendario della campagna vaccinale e stima che entro la fine dell’estate, la maggior parte dei marchigiani dai 16 anni in su dovrebbe essere vaccinata.

I dati del Veneto sono in crescita e, per questo, il governatore Zaia li ha definiti “dati da lockdown” e confermano la zona rossa. Nonostante questo è convinto che le scuole vadano riaperte.

A livello nazionale, intanto, scende l’Rt da 1.16 della settimana scorsa a 1.08, così come l’incidenza: da 250 a 240 casi ogni 100mila abitanti. Il Ministero della Salute continua, però, a mantenere alta l’attenzione sull’osservanza della distanza interpersonale e raccomanda di non spostarsi e non avere contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo, perché la presenza delle varianti virali è ancora alta, così come lo è l’incidenza.

Ecco l’analisi del monitoraggio numero 45, riguardo la settimana del 15-21 marzo, per Emilia-Romagna, Marche e Veneto. (Qui l’analisi del monitoraggio precedente).







Emilia-Romagna

Continua il miglioramento dei dati Covid (terapie intensive a parte) per questa Regione, iniziato la settimana scorsa (monitoraggio 44 per i giorni 8-14 marzo), dopo più di un mese di contagi in crescita.

Buono l’Rt che torna sotto 1 e scende da 1.18 a 0.98. Meglio anche l’incidenza, pur rimanendo sopra la soglia di allerta di 250 casi di positività ogni 100mila abitanti: da 403 a 335.
Ci sono stati 14.996 casi settimanali (18.014 dall’8 al 14 marzo; 19.386 dall’1 al 7 marzo). Ancora molto in sofferenza i reparti ospedalieri. La differenza di occupazione delle terapie intensive dal 19 al 26 marzo è di due punti percentuali: da 51% a 53%. Scendono da 55% a 54% i reparti Covid non critici. Sono comunque numeri ben al di sopra sia delle soglie di criticità sia dei dati nazionali. In Italia l’occupazione di entrambi i reparti si ferma al 40%.

Come detto, per le prossime due settimane non si parla di variazione di colore. I dati, però, sono incoraggianti, così come le valutazioni. Quella riguardo la probabilità di diffusione del virus passa da ‘moderata’ a ‘bassa’. La classificazione complessiva di rischio da ‘alta’ a ‘moderata ad alta probabilità di progressione’, mentre rimane ‘alta’ la valutazione di impatto sui sistemi ospedalieri.

Rt è compatibile con una classificazione di ‘tipo 1’, che è il criterio più basso e in cui il virus è localizzato, quindi più ‘gestibile’. Un miglioramento importante, se si valuta che solo due settimane fa l’Rt era a 1.34 e compatibile con uno scenario di ‘tipo 3’ (con una trasmissibilità del virus rischiosa per la tenuta del sistema sanitario nel medio periodo).






 

Marche

Anche per questa settimana, le Marche viaggiano di pari passo con l’Emilia-Romagna. Le valutazioni sanitarie sono uguali. L’unica differenza importante è l’Rt, che certo cala, ma di meno e passa da 1.19 a 1.15. Per questo lo scenario di compatibilità è quello di ‘tipo 2’, dove la trasmissibilità è sostenuta e diffusa, ma gestibile nel medio-breve periodo.

Scende l’incidenza da 319 a 283. Meglio, ma sempre sopra il numero critico di 250, che fa scattare la zona rossa. Continuano ad abbassarsi anche i casi settimanali: 4.284, contro i 4.826 della settimana 8-14 marzo e i 4.700 dell’1-7 marzo.

Gli ospedali, purtroppo, sono ancora troppo pieni. Se i reparti di terapia intensiva erano al 59% dell’occupazione il 19 marzo, al 26 marzo lo sono al 61%. Meglio i reparti Covid non critici che si liberano di qualche posto, passando da 64% a 59%.

A parte questa nota dolente, c’è tempo fino a Pasqua perché i dati già in calo migliorino ancora. Si valuterà poi quali restrizioni allentare.





 

 

Veneto

 

L’incidenza del Veneto ha oltrepassato la soglia di criticità (250 casi ogni 100mila abitanti), anche se di poco. È cresciuta da 245 a 251. Così come sono aumentati i casi settimanali: ce ne sono stati 12.279, mentre la settimana prima erano stati 11.986 e 9.486 quella prima ancora.

In crescita anche l’occupazione ospedaliera. Le terapie intensive passano da 20% a 26%, gli altri reparti Covid da 23% a 26%. Sono pur sempre sotto la media nazionale del 40%. L’unico dato a calare è l’indice Rt, anche se di poco: da 1.25 a 1.23. Rimane però molto vicino alla soglia. Sono tutti valori da zona rossa. Mentre Emilia-Romagna e Marche migliorano, il Veneto peggiora, ma aveva dati molto buoni quando le altre due Regioni sfioravano l’emergenza. Questo conferma l’andamento altalenante dell’epidemia in ogni contesto o territorio.

Riguardo le valutazioni del Ministero della Salute, quelle del Veneto non sono allarmanti, ma stabili. Rimane ‘moderata’ la probabilità di diffusione del virus e rimane ‘bassa’ la valutazione di impatto sugli ospedali. La classificazione complessiva di rischio non è più ‘alta’, bensì ‘moderata ad alta probabilità di progressione’.

La zona rossa fino a Pasqua, quindi, servirà a capire cosa fare alla fine delle vacanze. Se la settimana scorsa avevamo segnalato la possibilità del passaggio in arancione dal 29 marzo, con questo peggioramento dei dati, l’occasione è sfumata.