Bologna, 12 febbraio 2021 - Liguria , Toscana, Abruzzo e provincia di Trento in zona arancione. Il livello intermedio di restrizioni confermato anche per Umbria (dove il presidente della Regione ha dsposto microzone rosse)  e provincia di Bolzano, che è però è il lockdown volontario da una settimana. Il cambio di status scatterà da domenica 14. La Sicilia e la Puglia tornano in zona gialla dove restano confermate, tra le altre, anche Emilia Romagna, Marche e Veneto.

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Sono queste le novità che si basano sul monitoraggio settimanale di Iss e ministero della Salute. In generale, l'andamento della pandemia - spiegano gli esperti - è in peggioramento. A cominciare dall'indice Rt nazionale che registra un più di un 0,1: dallo 0,84 rilevato venersì scorso passa a un preoccupante 0,95.

Il monitoraggio

Sono sette Regioni e le Province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana scorsa quando furono solo 3 a essere classificate a rischio alto. Nel monitoraggio di oggi Umbria e Provincia di Bolzano sono considerate a rischio alto. Le altre Regioni hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno. Aumenta anche il numero di Regioni  dove sono state riportate allerte di resilienza (11 contro 5 la settimana precedente).

Zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Bolzano e Trento

Passano in zona arancione l'Abruzzo (Rt 1,22 e rischio moderato ad alto rischio di progressione), la Liguria  (Rt 1,08, rischio moderato), la Toscana (Rt 1,1, rischio moderato ad alto rischio di progressione) e la Provincia di Trento (Rt 1,2, rischio moderato ad alto rischio di progressione).

Restano ancora in zona arancione l'Umbria (Rt 1,2 rischio moderato con probabilità di progressione ad alto) dove - per decisione del presidente della Regione - ci sono già alcune microzone rosse, come la provincia di Perugia ed aree della provincia di Terni. Arancione confermato anche per la Provincia di Bolzano (classificata ad alto rischio), con un Rt di 1,25 e un rischio: ma qui già da una settimana è in atto un lockdown da zona rossa.

Zona gialla: tutte le altre

Per quanto riguarda la zona gialla, da domenica saranno 15 le regioni nella fascia più bassa di rischio: oltre alla Sicilia, si tratta di Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d'Aosta e Veneto.

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Variante inglese: vaccini efficaci

A preoccupare, ovviamente, è la diffusione della variante inglese che è ormai un quasi caso su cinque dei nuovi infetti da covid. "La variante inglese, per quanto ne sappiamo, non diminuisce l'efficacia dei vaccini attualmente disponibili e la corsa alla vaccinazione è molto importante. Dobbiamo rallentare infatti la velocità di circolazione del virus", spiega il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza.

Ma Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, avverte: "Il dato di circa il 18% di prevalenza" della variante inglese in Italia "è in linea con quelli europei, ma sappiamo che la variante inglese nell'arco di 5 o 6
settimane potrebbe sostituire completamente o quasi l'altro ceppo virale attualmente circolante".

Tanti giovani contagiati

A preoccupare Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanitò, sono i giovcani: "La popolazione più giovane sta contraendo l'infezione ed è un fenomeno che stiamo analizzando. C'è una crescita inoltre dei casi asintomatici e paucisintomatici".

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Regioni a rischio moderato

Sono dieci le regioni a rischio moderato: Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, provincia di Trento, Toscana. Nove sono a rischio basso: Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta e Veneto. Cinque regioni (Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Trento e Toscana) sono ad alto rischio di progressione da moderato ad alto.

Regioni a rischio basso

Veneto, Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia e Valle d'Aosta.

Indice Rt per regione

Umbria, Toscana, Puglia, le province autonome di Trento e Bolzano, la Liguria e l'Abruzzo hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. La media nazionale è passata - come detto - da 0,84 della settimana scorsa al 0,95 di oggi. Ecco il parametro per regione, in grassetto i valori superiori all'1:

Abruzzo 1.22
Basilicata 1.2
Calabria 0.81
Campania 0.8
Emilia-Romagna 0.94
Friuli Venezia Giulia 0.98
Lazio 0.96
Liguria 1.08
Lombardia 0.97
Marche 0.94
Molise 1.09
Piemonte 0.93
PA Bolzano 1.25
PA Trento 1.2
Puglia 1.05
Sardegna 0.87
Sicilia 0.66
Toscana 1.1
Umbria 1.2
Valle d'Aosta 0.77
Veneto 0.71.



















Incidenza in aumento

Secondo i dati dell'Iss, solo Sardegna e Valle d'Aosta, hanno un'incidenza settimanale sotto i 50 casi per 100.000 abitanti (soglia oltre la quale il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità); l'incidenza supera invece la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in tre casi: Provincia di Bolzano (770,12 per 100.000 abitanti) Provincia di Trento (254,85 per 100.000 abitanti) e Umbria (283,28 per 100.000 abitanti). L'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni rimane sostanzialmente stazionaria: 269,79 per 100.000 abitanti (25/1-07/2) contro 273,01 precedente.

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Ricoveri covid: stress in calo

Diminuisce da 7 a 5, il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti sopra la soglia critica. Nelle terapie intensiva il valore nazionale è sotto la soglia critica del 30%, a quota 24%. Il numero delle persone ricoverate nelle terapie intensive scende da da 2.214 (02/02/2021) a 2.143 (09/02/2021). Anche nelle aree mediche è in diminuzione, passando da 20.317 (02/02/20201) a 19.512 (09/02/2021). Tale tendenza a livello nazionale - fanno notare i tecnici - sottende forti variazioni inter-regionali con cinque Regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza impongono comunque misure restrittive".

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