Bologna, 21 novembre 2020 – Emilia-Romagna e Marche hanno lo stesso arancione, ma entrambe vedono questo colore sbiadire sempre più verso il giallo. Il Veneto resta giallo ma - come ammette oggi Zaia, 'graziato' per la seconda settimana di fila - “bisogna lavorare come se la nostra zona fosse rossa”.

Il giorno dopo l'esame degli esperti e del ministero della Salute, con le assegnazione di colori per zona, Emilia-Romagna e Marche sono già al lavoro per ottenere la agognata promozione a zona gialla. Che difficilmente potrà arrivare prima del 3 dicembre - data fino alla quale sono in vigore tutte le ordinanze - ma l'obiettivo è comunque dietro l'angolo.

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Emilia-Romagna

L'assessore alla Salute emiliano romagnolo, Raffaele Donini, ieri in diretta Facebook ha sottolineato che tutti gli indicatori stanno migliorando e “se questi dati saranno confermati anche la prossima settimana, l’Emilia-Romagna avrebbe le caratteristiche per tornare in zona gialla”. L'inidice di contagio Rt è sceso a 1,14. Ed è il quarto calo consecutivo, dopo quelli delle tre settimane precedenti (rispettivamente: 1,63, 1,57 e 1,4). La regione resta in rischio alto e l'incidenza cumulativa dei casi di Covid-19 è a 657 per 100mila abitanti (nelle ultime due settimane) e lo scenario di trasmissione è a livello 2 (nella scala che va da 1, il più basso, a 4, il più elevato). Significa che la trasmissibilità del virus è “sostenuta e diffusa”, ma l’epidemia è ancora gestibile, soprattutto in fase di tracciamento. Ma alcuni focolai sfuggono al controllo e i ricoverati aumentano. Tra le regioni ad 'alto rischio' ci sono anche Abruzzo e Basilicata che vengono considerate dagli esperti in scenario 3. Ma a giocare a favore dell'Emilia-Romagna c'è anche il fatto che non è stata classificata ad alto rischio per 3 settimane consecutive.

Marche

La regione di Acquaroli ha un indice Rt a 1,17, un valore leggermente più alto di quello dei 'vicini' emiliano romagnoli. Ma nella relazione del ministero della Salute, la regione viene inserita nelle zone a rischio 'moderato' assieme a Regioni, come il Veneto, che sono rimaste gialle. Di più: tra Friuli, Marche, Molise e Veneto – si riporta – le Marche sono le uniche in cui “non è evidenziata una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese se si mantengono gli attuali livelli di trasmissibilità (anche considerando i posti letto attivabili in tale periodo)”. Come scenario di trasmissibilità viene inserita nella seconda fascia. Il Ministero raccomanda di inserire misure restrittive per limitare assembramenti e contagi, cosa che Acquaroli ha fatto con una nuova ordinanza che è in vigore da oggi

Veneto

"Non abbiamo vinto nulla e non è il caso di festeggiare, anche perché abbiamo a oggi 3.057 morti e 2.500 ricoverati, dei quali quasi 300 in terapia intensiva. Il virus esiste e non è una fantasia, non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia", mette oggi in guardia Luca Zaia, all'indomani del confermato colore giallo. La regione ha un indice Rt a 1,16.. "Siamo ancora in area gialla ma ho una grande preoccupazione perché si scrive giallo e si deve vedere rosso perché non siamo usciti da questa situazione Sicuramente il sistema sanitario veneto - ha proseguito il Governatore - e anche l'organizzazione oltre al lavoro eccezionale degli operatori, ci permette di essere ancora oggi in zona gialla, noi da un mese che siamo lì solitari a difendere il presidio dall'attacco del virus".