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Commento

Allenatore picchiato, l'ultima follia

di MASSIMO PANDOLFI - Da che mondo è mondo raccontiamo, indignati, di genitori maleducati e cafoni, per non dire peggio, che dalle tribune degli stadi o dei palasport offendono gli arbitri, gli avversari, si sostituiscono agli allenatori, mandano a quel paese i figli  o i loro compagni di squadra. Il guaio è che questi figli non sono dei marcantoni di 30 anni (e la cosa non sarebbe bella comunque) ma dei bimbi-ragazzini di 10-12-14 anni. Futuri uomini (o donne) che entrano in un rettangolo di gioco per imparare il calcio o il basket, sì, ma anche per imparare a vivere, vincere, perdere. Quello che è successo domenica a Gabicce è folle: Francesco Latini, 33 anni, allenatore, ha rischiato la vita, preso a calci e pugni dal papà energumeno di uno dei baby calciatori. Era una partita di calcio, categoria esordienti, classe 2009, cioè bambini di 12 e 13 anni. Ovviamente all'origine del tutto motivi sciocchissimi, essendo una partita di pallone: non stiamo neppure a raccontarli. Ciò che ci ha colpiti ancora di più è che Latini, dal letto dellì'ospedale, ha spiegato al nostro Roberto Damiani come anche il figlio dell'aggressore, 13enne, appena 13 anni, prima dell'ingresso in campo del padre lo aveva sfidato, andandogli sotto il naso e intimandogli di stare zitto. Tredici anni contro 33 e il rispetto che non c'è più. Non c'è più nulla in questa folle storia. Solo squallore, tanta tristezza


 

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