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Commento

Il Covid e l'estate

di VALERIO BARONCINI - In questi giorni in cui per lo Stato l’emergenza Coronavirus sembra finire del tutto, nonostante il numero dei contagi salga e le nuove varianti rendano ancora più evidenti i sintomi del Covid, le aziende e le famiglie si trovano a gestire l’ennesima nuova impennata della pandemia. Mi è capitato, purtroppo in questi giorni di festa, di visitare l’ospedale di Imola. Le strutture sanitarie sono ancora una frontiera e ci siamo dimenticati degli sforzi che quotidianamente medici, infermieri e operatori socio sanitari svolgono per dare cure in sicurezza. Abbiamo anche imparato che il vaccino ha limitato fortemente questa malattia bastarda, ma non ha azzerato i contagi. Dunque, come conciliare una comunità che deve andare avanti e una popolazione ancora fragile da tutelare? Di sicuro l’obbligo di mascherina deve essere un imperativo - se non sarà più obbligo - a contatto con i più deboli: in altre parti della società ci sono molti dubbi sulla loro effettiva efficacia, lo ha spiegato di recente anche il professore Andrea Crisanti. Bisogna anche studiare forme di controllo e premialità (ad esempio obbligo di test pcr, ma gratuità dei tamponi) per i caregiver e badanti. E poi gli isolamenti e le quarantene: servono dinamiche ancora più snelle di quelle attuali, soprattutto per la ricezione delle lettere di guarigione. Insomma, la strada è ancora lunga: e cosa succederà dopo l’estate?

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