di BEPPE BONI - Le insegnanti dovrebbero dare buoni messaggi ai propri scolari, soprattutto se sono in tenera età. E dovrebbero evitare di coinvolgere i ragazzini in ragionamenti difficili da comprendere per loro fino a che non sarà il momento giusto. C'è una maestra elementare di Mercato saraceno, paese in provincia di Forlì/Cesena che ha fatto esattamente il contrario sul tema del Green pass scatenando la reazione di medici, dei colleghi, dei papà e delle mamme. Nella chat dei genitori della scuola (e non direttamente agli alunni quindi)  con l'incipit "Cari bambini..." spiega, parafrasando una fiaba, che non potrà accompagnarli nel percorso scolastico perchè è contraria al Green pass e quindi per lei le lezioni sono proibite. Niente vaccino, niente lavoro. Gioca con le parole e la mette sul principio di libertà e dignità. Certo, la lettera è arrivata ai genitori che forse daranno una spiegazione più semplice ai loro figli, ma il gesto resta un passo falso. Ognuno è libero di vaccinarsi oppure no. La legge però è chiara: chi rifiuta la copertura  si chiama fuori. Amen. La lettera che tira  in ballo i bambini è un episodio sgradevole. Un messaggio pessimo. E così giù critiche anche dall'ordine dei medici di Rimini-Forlì/Cesena. Nella lettera, forse sperando che davvero arrivi agli alunni, usa il paragone con una fiaba che essi conoscono e che si intitola 'Ribelle'. Signora maestra, un consiglio da Si vax. Lasci perdere le lettere e i messaggi fuorvianti ai piccoli,  rifletta sui benefici che il vaccino sta regalando. Certo, lei non è tenuta ad approvare questa scelta. Allora resti pure a  casa, pensi agli studenti solo per le tabelline o per il dettato. Se ha proprio voglia di tifare per i No vax, vada in piazza con i ribelli del vaccino. Sono sempre meno, ma per ora  urlano ancora.