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Morire di fame e di sete: succede ancora

di MASSIMO PANDOLFI - Anno 2022, anzi anno 2021, perché la tragedia si è consumata nell’estate scorsa, ma poco importa. Importa, ahinoi, scoprire che nel mondo moderno e tecnologizzato dell’Europa, dell’Italia, delle Marche, si può ancora morire di sete e di fame. La storia che arriva da Macerata è tremenda nella sua unicità. Il 6 settembre del 2021 tre persone sono state trovate senza vita in una villetta, i loro corpi praticamente mummificati. Le vittime si chiamavano Eros Canullo, Angela Maria Moretti e Alessandro Canullo: marito moglie e figlio. Il primo 80 anni, lei 74, il terzo 54. E se subito si capì che Eros Capullo fu stroncato da un malore (chissà quando: dicono da almeno un paio di mesi), quello che otto mesi fa era solo un dubbio sulle cause degli altri due decessi è diventata certezza nelle ultime ore, dopo gli ultimi esami medici, scientifici e tossicologici: Angela Maria e Alessandro sono morti di fame e di sete. Lei, colpita da un ictus nel 2020, non si muoveva dal letto; il figlio, a causa di un incidente, aveva enormi difficoltà a camminare. Nessuno dei due è riuscito probabilmente a chiedere aiuto e a un certo punto si muore se non si mangia e non si beve più. La chiamano tecnicamente inedia, che vuol dire: grave riduzione nell’apporto di vitamine, nutrienti e in generale di energia all’organismo umano. È la forma più estrema di malnutrizione. Ora siamo qui a domandarci: ma come può accadere, oggi, un fatto simile? Detto che la famiglia Capullo negli ultimi tempi si era sempre più isolata e detto che le autorità competenti (dalla magistratura ai servizi sociali) valuteranno se qualcuno non ha fatto il suo dovere fino in fondo, in realtà un vero colpevole c’è gia: sono io, sei tu, siamo ognuno di noi. Sconfitti forse più che colpevoli. Noi figli di questa società che ha mille pregi ma che ha pure un miliardo di difetti. Passiamo ore e ore a ficcare il naso sui fatti altrui nei social e poi ci dimentichiamo di persone sole, abbandonate, che magari abitano a cento metri da noi, a volte nello stesso pianerottolo. Neppure ci accorgiamo che non si vedono in giro da giorni, settimane, mesi. E’ successo qualche giorno anche a Fano, dove una donna benestante di 61 anni è stata trovata mummificata: chissà da quanto tempo aveva perso la vita nella sua camera da letto. Sola come e più di un cane e di storie simili ne raccontiamo in continuazione. Ma loro almeno erano già morti. Quello che è successo a Macerata è invece mille volte più grave, o comunque preoccupante: due persone erano vive, caspita. Vita che hanno probabilmente perso poco alla volta, ora dopo ora, giorno dopo giorno, perchè da soli non potevano fare nulla, neanche bere e mangiare. Terribile, raccapricciante. 
 

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