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5 lug 2022
Commento

Rimini in Fiera

di MATTEO NACCARI -  La Fiera di Rimini, che ha archiviato ogni discorso di fusione con quella di Bologna (smacco alla Regione), continua a rendersi protagonista fuori dai confini nazionali. La strategia di Ieg, la società quotata in Borsa che oltre al quartiere romagnolo detiene il controllo anche di quello di Vicenza, sta sempre più diventando protagonista sui mercati internazionali. E’ recente, infatti, l’acquisto del 50% delle società di Deutsche Messe (Fiera di Hannover) in Messico, Canada e soprattutto negli Usa. Si tratta, in pratica, di una mossa che permetterà ai romagnoli di gestire una decina di eventi fieristici che vanno dall’innovazione tecnologica nel settore agricolo all’Industria 4.0, alle rinnovabili, in importanti città di questi Paesi. E’ un salto di qualità per Ieg che ha in portafoglio in Italia alcune fiere di tutto rispetto come Vicenzaoro, Sigep ed Ecomondo. Rimini pare quindi aver trovato una propria strada di crescita lontana da Bologna, strategia che la sta portando a essere uno dei poli principali in Italia. La Regione Emilia Romagna ha cercato in tutti i modi di favorire il matrimonio con il capoluogo regionale, ma ora come ora l’intesa è impossibile. Certo è che Rimini, come posizione e come spazi, ha margini di crescita molto ampi e senza dubbio alla lunga può ambire a essere uno dei principali punti di riferimento nazionali del comparto. Probabilmente allearsi con una realtà di fuori regione, aprirsi a interlocutori diversi, è servito per cambiare marcia. Ora avanti tutta con l’internazionalizzazione, con una certezza: questo attivismo può portare a una sana competizione regionale spingendo anche Bologna a fare di più di quello che fa ora (comunque molto). Si continui così, quindi, per il matrimonio (dopo decenni di attesa) si può aspettare ancora. 

 

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