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1 giu 2022
Commento

Sul carro dello sconfitto

di ALESSANDRO VESPIGNANI - Sul carro del vincitore non c'e' posto, perchè celebrare la quarta Champions League conquistata da Carlo Ancelotti è semplicemente giusto. C'è salito anche chi, cambiata in fretta la camicia, gli aveva dato del bollito dopo l'esonero dal Napoli e i risultati non brillanti alla guida dell'Everton. Ancelotti è l'allenatore di calcio migliore del mondo. La dicono la storia e i risultati. Siccome, però, una voce non perfettamente allineata ci sta sempre ("Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati" scriveva Bertolt Brecht), io faccio un salto sul carro dello sconfitto dove si sta larghissimi. Anzi, non c'è nessuno. Neanche un prete per chiacchierare, canterebbe Celentano. Eppure Jurgen Klopp - l'allenatore tedesco del Liverpool che ha perso la finale contro il Real Madrid - aveva preparato una partita (quasi) perfetta. L'ha dominata a lungo con il pressing alto, la velocità di esecuzione e l'equilibrio tra i reparti. Lo stesso Ancelotti ne ha riconosciuto i meriti spiegando di aver aggiustato in corsa il suo atteggiamento tattico: difesa più bassa per limitare la rapidità e la pericolosità dei Reds. Il gol del Real, però, è stato il combinato disposto tra la bravura dei Blancos e l'errore, quello che saltuariamente il Liverpool commette nell'organizzazione della fase difensiva. Era capitato un paio di volte anche a Milano, nella gara di andata degli ottavi di finale di Champions, ma l'Inter non ne approfittò. Il calcio, si sa, è il regno delle contraddizioni che si divertono a giocare con il destino degli umani. Klopp (che ha perso tre finali di Champions su quattro) ha ricevuto molte critiche al termine di una stagione dove ha vinto le due coppe inglesi, è arrivato secondo in Premier a un punto dai campioni del Manchester City, ha raggiunto la finale di Champions con il suo Liverpool che, forse, ha giocato il calcio più bello del mondo. Adesso Klopp non deve commettere l'errore di cambiare. Avanti su questa strada e, siamo convinti, molto presto il suo carro sarà diverso.

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