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7 giu 2022
Commento

Una marcia in più

di MATTEO NACCARI - Dal Bologna, cuore della Motor Valley, arrivano due notizie che dimostrano come  il cambiamento stia caratterizzando il mondo delle due e delle quattro ruote. Il ceo della Ducati, Claudio Domenicali, ha infatti annunciato che la casa motociclistica sta guardando sempre più con attenzione non solo ai motori elettrici ma anche ai carburanti sintetici e all'idrogeno. Insomma una svolta decisa  per ridurre le emissioni inquinanti e in prospettiva conquistare nuove fette di mercato, considerato che i giovani sono sicuramenti più attenti a queste tematiche rispetto ai più anziani. Insomma il cambiamento climatico è sempre più in agenda nelle grandi aziende come quelle della mobilità, che appunto a Bologna sono nate e cresciute. L'altra notizia è invece il record appena battuto dalla Lamborghini che incorona il Suv Urus come il modello più prodotto nel minor lasso di tempo nei suoi quasi 60 anni di storia. Dal debutto, nel 2018, a oggi ne sono state realizzate 20mila unità; l'ultima ha lasciato la linea di produzione proprio ieri per raggiungere il suo nuovo proprietario in Azerbaijan. Una mossa vincente - ma, all'inizio, secondo alcuni azzardata - perché ha visto lo storico marchio gettarsi su un segmento completamente diverso dalle supersportive che sempre l'avevano caratterizzato.  Scommessa vinta.  Sia Ducati che Lamborghini, radici profondamente italiane, sono da tempo in mano a un proprietario estero, la Volkswagen. Sarebbe stato bello vederle restare controllate da chi è nato e cresciuto in queste terre. Consoliamoci col dato di fatto che a contribuire il loro successo sono cervelli e braccia italiane. Non è poco.

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