Da sinistra, Storchi, Taioli, Nitrosi, Capelli e Ruini

Bologna, 26 novembre 2019 - Il mondo del credito e quello dell’associazionismo imprenditoriale, uniti per mostrare alle piccole e medie aziende vantaggi e opportunità di una quotazione in borsa. È stata la sede bolognese di Confindustria Emilia Area Centro, ieri, a fare da sfondo alla tavola rotonda organizzata da Bper Banca e dall’associazione degli industriali su un tema sempre più sentito da chi fa impresa, con l’obiettivo di spingere anche i soggetti di minori dimensioni a cogliere i treni della ripresa e dell’internazionalizzazione. In particolare, l’orizzonte di sviluppo in questione è quello rappresentato dall’Aim, il segmento di Piazza Affari che, attivo dal 2012, è dedicato specificamente alle Pmi con alto potenziale di crescita e raggruppa, ad oggi, 133 soggetti, con un capitale totale che sfiora i 7 miliardi di euro.

«Diciamo spesso che le imprese hanno bisogno di guardare avanti – ha spiegato Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia – e sapere che cosa si può ottenere dagli investitori terzi fa comodo a quegli imprenditori che desiderino crearsi una visione di ampio respiro». Inoltre, ha proseguito Caiumi, «anche per sbarcare sui mercati esteri può diventare utile passare da una quotazione all’Aim, mentre noi, come associazione, possiamo favorire il processo condividendo con gli imprenditori l’esperienza nostra e dei nostri associati, andando anche oltre la mera consulenza».

Poi, c’è l’aiuto che possono fornire le banche, come quella Bper della quale l’amministratore delegato, Alessandro Vandelli, ha ricordato «l’impegno pionieristico sul fronte del corporate finance, partito da lontano promuovendo un vitale equilibrio tra debito e capitale e tradottosi, solo negli ultimi 18 mesi, nell’accompagnamento alla quotazione di cinque soggetti imprenditoriali». Il braccio operativo dell’istituto, che ha spronato chi fa impresa a «non avere paura», è stato, in questi anni, l’esperto di Investment banking Stefano Taioli, il quale, a maggior ragione trovandosi di fronte ad alcuni rappresentanti di operazioni di quotazione pienamente riuscite, ha voluto rimarcare come «dove alcuni vedono rischi, si nascondano invece spesso grandi opportunità».

Lo specchio vivente di queste parole, appunto, erano tre realtà che dall’accesso all’Aim hanno tratto linfa e ricavato tassi di crescita mai tanto elevati, come il produttore di riduttori reggiano Comer Industries, la veronese Bomi Italia, che si occupa di logistica applicata alla sanità, e la milanese Mail Up, marketing digitale. In rappresentanza di quest’ultima è intervenuta la Investor relation manager, Micaela Capelli, certa che «il mercato sappia dare tanto ad aziende giovani, tecnologiche e dinamiche come la nostra, soprattutto in termini di reputazione, benché chieda indietro professionalità e rispetto delle regole».

Per Bomi, invece, ha parlato l’ad, Marco Ruini, che ha descritto il momento della quotazione come «l’avvio di un quadriennio nel quale il nostro fatturato è raddoppiato e abbiamo imparato tante cose». Ultima ma non ultima, l’esperienza del presidente e ad di Comer, Matteo Storchi, secondo il quale «la quotazione è una forma di investimento e va valutata per i benefici che porta nel lungo periodo, nonostante richieda professionalità e abbia dei costi, che vanno però affrontati se si vuole competere ad alto livello»