Il turismo continua a crescere in Emilia Romagna
Il turismo continua a crescere in Emilia Romagna
Bologna, 8 febbraio 2019 – Per il quarto anno consecutivo, la crescita è da record. Hanno sfiorato quota 60 milioni, attestandosi per la precisione a 59,7, le presenze turistiche in Emilia-Romagna nel 2018, in ulteriore aumento (+4,7%) rispetto ai 57 milioni registrati nell'annata precedente. Sul fronte arrivi, invece, il dato dell'anno appena concluso recita 13,7 milioni, per un rotondo +7% sul 2017, con gli stranieri che ormai rappresentano un quarto dei visitatori totali.
 
Il 24,8% delle presenze e il 26,3% degli arrivi, infatti, sono ormai di provenienza estera e, se presenze e arrivi dei nostri connazionali hanno fatto segnare, rispettivamente, +4,2% e +6,8%, i forestieri sono aumentati del 6,3% nel primo caso e del 7,8% nel secondo. “Il traguardo è storico e ne siamo fieri – ha commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -, tanto più perché sappiamo che tutti gli attori coinvolti hanno contribuito al suo raggiungimento e che nessuna parte della nostra offerta è fondamentale, mentre tutte sono importanti”.
 
A ben guardare, del resto, si scopre come il boom abbia investito, anche quest'anno, ognuna delle anime del turismo emiliano-romagnolo, a partire da una Riviera che continua a trainare (con 43 milioni di presenze e 7 di arrivi, per un +2,2% e un +2,9%) e dalle città d'arte (7,8 e 3,6 milioni, per aumenti pari all'11,2% e al 14%).
 
Colpiscono, poi, anche il +12,1% di arrivi e il +7,7% di presenze delle perle nascoste che rientrano nella categoria 'altre località' (tra le quali figurano, ad esempio, Imola, Sassuolo, Fidenza e Carpi) e la ritrovata verve del turismo appenninico (+12,8% e +8,5%), mentre ha rialzato la testa, dopo anni di seria difficoltà, anche il turismo termale (+9,9% e +19,3%).
 
“I dati ci confortano, ma pensiamo di poter fare ancora meglio – è stata la chiosa dell'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini -, sia con le nuove destinazioni che sul fronte degli stranieri, che vorremmo portare al 30% del totale”.