ALESSANDRO CAPORALETTI
Editoriale
Editoriale

Ballottaggi nelle Marche, l’ora della verità

“Sulla scia del risultato ottenuto alle elezioni europee, noi democratici dobbiamo iniziare a costruire un’alternativa, lavorando a un nuovo centrosinistra, che dovrà comprendere sicuramente il Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. 

Ma ci dovrà essere anche quel soggetto centrista, libdem, laico e cattolico, che oggi è disgregato. Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno fallito l’obiettivo, quello cioè di costruire questo polo, ma quello spazio politico in Italia c’è e vale l’otto o il nove per cento”. Lo dice Matteo Ricci del Pd, fresco d’elezione al parlamento europeo con 104mila preferenze, 52mila solo nelle Marche.

E chissà che il campo larghissimo suggerito al partito a livello nazionale non sia la coalizione che l’ex sindaco di Pesaro immagina di mettere in campo anche per la sfida delle elezioni regionali marchigiane, il prossimo anno, ammesso che si candidi. In campagna elettorale e anche dopo l’elezione ha lanciato e rilanciato la sfida al governatore di Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli (“per polarizzare l’elettorato”, ha spiegato poi), sostenendo che “ogni voto al centrosinistra fosse un avviso di sfratto alla giunta regionale”.

Il Pd marchigiano è pronto a chiedergli di candidarsi, almeno a parole. Accetterà? Intanto nelle Marche il turno di ballottaggio (23-24 giugno) propone le sfide di Urbino, Osimo e Recanati. A Urbino se la vedranno il sindaco uscente Maurizio Gambini, sostenuto da Lega, Udc, Forza Italia e Fratelli d’Italia, e Federico Scaramucci, appoggiato da una coalizione di centrosinistra composta da Pd, M5S, Alleanza Verdi-Sinistra, socialisti e civiche. I due sono rispettivamente al 47% e al 45%. A Osimo la sfida è tra Michela Glorio, candidata del centrosinistra (40% al primo turno), e Francesco Pirani (35%), sostenuto dalle liste civiche e Forza Italia. La notizia dell’ultimo momento è l’accordo raggiunto da Pirani con l’altro candidato del centrodestra, Sandro Antonelli (25%), che potrebbe ribaltare il risultato del primo turno. Accordo sfumato, invece, a Recanati, nel centrosinistra, tra il sindaco uscente Antonio Bravi (27,5%) e l’assessore uscente (ex sindaco), Francesco Fiordomo (25,6%). Al primo turno il candidato del centrodestra, Emanuele Pepa (46,8%), ha sfiorato l’elezione diretta.