Editoriale

Basket city è viva e lotta con noi

Ho guardato in televisione la finale di basket tra Olimpia Milano e Virtus Bologna e purtroppo Armani ha vinto il terzo scudetto di fila. Io dico che Bologna avrebbe meritato la vittoria del campionato. Stop. E adesso si ricomincia, anno nuovo squadra nuova, questo è lo sport. Anche la Fortitudo è arrivata in finale A2 e ha dovuto cedere a Trapani, incassando purtroppo anche la maleducazione del presidente siciliano (che ne pagherà le conseguenze) e la brutta storia dello spogliatoio danneggiato. Però il basket a Bologna rimane una realtà che l'Italia ci invidia.

Paolo Marchesi

Risponde Beppe Boni

Nessun dubbio, il basket a Bologna è vivo e lotta insieme a noi. E' un mondo fatto di squadre di massimo livello, di società amatoriali, di vivai giovanili che nessun altro in Italia può eguagliare, di una tradizione scolpita nella storia. Questo scudetto sotto le Due Torri lo vinciamo da anni. Poi c'è un pubblico unico, passionale, roboante, fatto di fedelissimi, compatti come una falange. Dall'una e dall'altra parte. E questo è un derby che non finisce mai. Se vai in un'altra città e dici che sei di Bologna citano sicuramente i tortellini ma se parli di sport, la prima domanda che ti fanno è la seguente: fai il tifo per la Fortitudo o per la Virtus? E poi il basket bolognese ha molti amici in cielo. Sì perché a Porretta Terme, Alta valle del Reno, dal 2022 il basket ha la propria patrona: la Beata vergine delle grazie del Ponte ufficialmente proclamata protettrice della pallacanestro con riconoscimento della Cei e della Federazione. E' il primo luogo sacro al mondo dedicato al basket. L'iter mosse i primi passi addirittura nel 1956 quando fu consacrato all'interno del santuario il sacrario del cestista. Anche per questo siamo Basket City. E infine Bologna può sorridere pure per aver centrato dopo 60 anni l'ingresso in Champion league. Palla al centro.ù

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