GIANMARCO MARCHINI
Editoriale
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Calciomercato, il Bologna alzi la voce

In principio fu Thiago. Poi gli attacchi alla meglio gioventù rossoblù e ora le manovre di disturbo su alcuni obiettivi di mercato. La Juventus attenta alla serenità di Casteldebole ormai da mesi. La corte serrata a Motta, sfociata in matrimonio (dopo il tradimento). Il pressing su Calafiori un giorno sì e l'altro pure. L'interesse più o meno esplicitato per Zirkzee (ma servono tanti 'baiocchi' e senza vendere Vlahovic si fa fatica..) e, dulcis in fondo, l'intromissione sull'affare Holm che il Bologna sembrava aver praticamente definito. Altro? Altro. È in questo momento che i rossoblù devono alzare la voce, per lanciare un messaggio chiaro alla Juventus nello specifico, ma anche al resto del mondo: i tempi del bisogno sono finiti. Il Bologna non ha bisogno di vendere, quindi se volete qualcuno dovrete pagarlo: e pagarlo quanto decidono a Casteldebole. Niente diritti, bonus, contropartite: only cash. E tanto cash. Bene ha fatto l'amministratore delegato Fenucci nel ribadire che Calafiori non è sul mercato. Se qualcuno lo vuole, il prezzo è scritto nel cartellino: 50 milioni. E non è detto che basterebbero. È solo alzando la voce che il Bologna può consolidare la sua nuova posizione tra le prime squadre del campionato. Alzando la voce e alzando i prezzi. Perché Joey Saputo non ha necessità di incassare e quindi può concedersi il lusso di rifiutare. Qualsiasi proposta, fosse anche la più indecente. Porte chiuse a Casteldebole, fuori i mercanti dal tempio. Orgoglio e sicurezza. Una sensazione che non ha prezzo.