MASSIMO PANDOLFI
Editoriale

Di gratuito c’è rimasto ben poco

Cos’è la sanità pubblica? Se il significato lo devi spiegare a un bambino delle scuole elementari, ti verrebbe da dirgli: il cittadino paga le tasse e in cambio riceve prestazioni mediche gratuite dello Stato. In realtà non è più così da un pezzo

Cos’è la sanità pubblica? Se lo devi spiegare a un bambino delle scuole elementari, ti verrebbe da dirgli: il cittadino paga le tasse e in cambio riceve prestazioni mediche gratuite dallo Stato. In realtà non è più così da un pezzo e in fondo anche il contenuto di questa pagina è eloquente: il ticket sanitario è in qualche modo un’altra tassa. E sono sempre tasse quelle che doniamo un giorno sì e l’altro pure in farmacia per l’acquisto di prodotti che ti vengono prescritti da medici e che magari sono integratori o parafarmaci (ritenuti comunque indispensabili dai suddetti esperti: e se non ti fidi di loro...)

E cosa fai quando prenoti col pubblico (è successo a chi scrive) una terapia decisiva per togliere un dolore alla tua anziana madre e il pubblico ti risponde che c’è posto a maggio? Non tieni tua mamma di 83 anni sei mesi col dolore, maledette liste d’attesa: vai dal privato e paghi, ovvio. A ognuno di voi saranno capitati mille disavventure simili. Intendiamoci: teniamoci stretta l’ampia parte sana, anzi sanissima, del servizio. Per le emergenze siamo al top e non è affatto poca roba: in Emilia Romagna arrivano da tutte le regioni per farsi curare e anche scendendo nelle Marche, è proprio di pochi giorni fa (esempio) la notizia che l’ospedale Torrette di Ancona è stato premiato come miglior struttura italiana.

Primeggiamo nell’eccezionalità, ma è la routine che ci ammazza. Alcuni esempi: 1) Le code, ovunque tu vada; 2) i Pronti Soccorso intasati e adesso non a caso l’Emilia Romagna si è inventata i Cau; 3) i medici di base ‘notai’ che nove volte su dieci ti fanno ricette, stilano certificati di malattia se hai mal di testa e ti spediscono dallo specialista (a pagamento) se hai qualcosa in più dell’emicrania. 4) Con un un problemino, non un problemone, i casi di malasanità in ospedale si moltiplicano: entri per operarti all’alluce, torni a casa senza piede e gamba (Bologna). E le infezioni spopolano. Potremmo proseguire all’infinito. Ps. Detto ciò e a scanso di equivoci: rispettate la legge, pagate i ticket.