MASSIMO PANDOLFI
Editoriale
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L'ergastolo della patente

Bologna, 27 giugno 2023 – Quando il nuovo codice della strada entrerà in vigore (deve passare al vaglio del Parlamento, ci vorrà tempo e magari subirà anche delle modifiche) verrà cancellato finalmente un incomprensibile tabù che per decenni ha paralizzato il dibattito sulla sicurezza stradale. A chi la farà troppo grossa al volante gli verrà dato il cosiddetto ergastolo della patente che vuol dire che finché campa non potrà più guidare. Nello specifico è stato deliberato così: revoca a vita del documento di guida per chi, ubriaco o sotto l'effetto di stupefacenti, si mette alla guida e commette reati di particolare gravità, come la fuga dopo un omicidio stradale, per più di una volta.

In passato i soliti talebani (e magari lo faranno anche stavolta) costruirono muri per ostacolare questa costruzione legislativa, appellandosi a presunte libertà e chance di recupero che va data a chiunque. Sciocchezze. Parliamo dell'ergastolo della patente, non dell'ergastolo in cella e per quello sì che servirebbe un dibattito ben più complesso. Il principio che chi la fa davvero troppo grossa debba pagare per sempre (in termini di guida) ci sembra sacrosanto. L'ergastolano di turno potrà andare in bicicletta, in treno, in bus, in taxi, in monopattino o farsi scorrazzare dagli amici. Affari suoi. Si può vivere tranquillamente ed essere liberi anche così. C'è gente che per scelta non prende la patente. Pazienza (anzi, per fortuna) se verrà tolta la possibilità di guida a chi magari ubriaco fradicio o drogato marcio investe e uccide qualcuno e magari si dà pure alla fuga. Possiamo chiamarlo pericolo pubblico? Misericordia e comprensione anche per lui, certo; anzi, facciamo di tutto per aiutarlo ad uscire dal triste tunnel che è diventata la sua vita, ma la patente no, quella buttiamola nel cestino. Il nostro gruppo editoriale e il sottoscritto suggerivano da 30 anni questa norma eppure sembrava tutto tremendamente complicato. Il problema è il maledetto vizio che corrode la nostra società: trasformare ogni desiderio in un diritto. Il desiderio di guidare un'auto, anzi il diritto di guidare un'auto, non può mai sfumare definitivamente. Il per sempre non esiste più, viene considerato perfino illegale: ecco il folle principio che ha impedito finora la svolta.

Per fortuna, passata la sbornia, siamo forse tornati lucidi. Viva dunque, senza se e senza ma, l'ergastolo della patente.